Il pediatra, ‘a 8 anni 75% crede in Befana, in calza dolci non carbone’ Farnetani, ‘non esistono bimbi cattivi, anche coi più grandi continuare tradizione ma in modo che esprima calore familiare’

Milano, 3 gen. (Adnkronos Salute) – In tutta Italia “la tradizione della Befana è amata quanto quella di Babbo Natale, ma anche se all’età di 8 anni è il 75% a credere ancora all’esistenza” della vecchina col naso adunco, vestiti e scarpe logore, che viaggia di notte sulla sua scopa, “la tradizione della calza è qualcosa che resta. Tanto che ci sono giovani e adulti (a loro volta diventati genitori) che amano riceverla. Perciò i nonni si trovano spesso a prepararle sia per i nipoti sia per i figli. Il mio invito a tutti – genitori, nonni, zii o amici che preparano le calze per i bambini – è a rendere questa tradizione della calza gioiosa e allegra, qualcosa di dolce che esprima affetto e calore familiare”. Il messaggio del pediatra Italo Farnetani è chiaro: “Vanno evitate le ‘aggiunte negative’, carbone, aglio, cipolle”, è l’appello. “E, ancora di più – evidenzia all’Adnkronos Salute – va evitato il carbone dolce, perché non solo si dà un impatto negativo al regalo, ma si confondono anche le idee degli under 10, proponendo qualcosa di negativo come il carbone, ma allo stesso tempo dolce. Suona un po’ come una presa in giro”. Il professore ordinario di pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta boccia in tutti i casi la scelta di “mettere una nota negativa accanto ai dolci, ai ‘chicchi’ della Befana. I bambini cattivi non esistono – obietta l’esperto – Se un bambino presenta comportamenti aggressivi, o non è ubbidiente o risponde male ai genitori, esprime un disagio o un cattivo rapporto con” gli adulti di riferimento, qualcosa “che va indagato, approfondito, e non certo stigmatizzato con carbone e cose simili”.Piuttosto l’Epifania, esorta Farnetani, “sia una grande festa della famiglia e dei bambini. Soprattutto oggi ce n’è particolarmente bisogno. Forse più che in passato, infatti, sui social o in Tv i ragazzi sono esposti a situazioni negative, notizie di guerre, femminicidi, violenza. La Befana sia dunque un dolce regalo, una carezza. E porti una calza piena” di dolci sorprese, “dai fichi ai dolcetti ‘alla moda’, soprattutto, ricordando che la cioccolata è sempre il prodotto più gradito”. Un altro momento importante, conclude il pediatra è il pranzo dell’Epifania, ultimo scampolo di festa prima del ritorno alla scuola e alle attività quotidiane. “Consiglio che sia veramente un trionfo di gioia della famiglia a tavola, proprio perché ultima festa di questo lungo ponte iniziato il 23 dicembre, ma anche perché occasione per costruire radici familiari. Il mio consiglio è di preparare dolci a base di cioccolata. I più amati? Tiramisù, o crostata al cioccolato”.

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