Marrocco (Tor Vergata): “Per mettere il paziente al centro serve salto tecnologico” ‘Dematerializzazione del dispositivo e digitalizzazione delle protesi le 2 tendenze del settore’

Roma, 21 mar. (Adnkronos Salute) – “Mettere il paziente al cento, quindi non lasciarlo solo quando torna a casa dall’ospedale” richiede “scelte di tipo organizzativo e politico, ma serve anche un salto tecnologico per portare a domicilio quello che si faceva nell’ospedale. Le tecnologie che ci sono bisogna imparare a utilizzare, mentre quelle che non ci sono le possiamo immaginare e quindi inventare”. Così Gaetano Marrocco, Director of the Medical Engineering School all’Università di Roma Tor Vergata, intervenendo all’evento Adnkronos Q&A “Salute e sanità, una sfida condivisa”, a Roma.“Ci sono due tendenze abbastanza note in ambiente accademico, ma anche industriale – spiega Marrocco -. La prima è la dematerializzazione del dispositivo medico e l’altra è la sua digitalizzazione come per esempio per le protesi. Nel primo caso, il dispositivo cessa di essere qualcosa di esterno e diventa tutt’uno con il nostro corpo, una seconda pelle fatta di membrane digitali che includono sensori, un po’ di elettronica, un sistema di trasmissione capace di acquisire la temperatura del nostro corpo, fare l’analisi chimica del sudore, individuare, precursori di stress e poi di trasmetterli in modo tale che poi vengano questi dati elaborati”. “Nel caso dell’impiego di protesi digitali – continua – possiamo risolvere un problema che hanno alcuni pazienti che, nel tempo, dopo l’intervento per una frattura, per esempio, avvertono un pizzicore alla gamba che potrebbe essere dovuta a un’infiammazione, ma anche a un’infezione. Se la protesi potesse dare l’informazione del tipo di problema, si eviterebbe lo sconforto del paziente con una più rapida soluzione del caso. La stessa cosa vale nel caso di valvole cardiache sensorizzate”. La digitalizzazione del dispositivo medico “potrebbe rilevare la temperatura corretta e anche la pressione, più precisa, senza l’effetto camice bianco”, che la fa innalzare quando è il medico a misurarla. “Si tratta di un cambiamento epocale – conclude Marrocco – perché dà una visione completamente differente” della salute del singolo, “ma anche permette di applicare le cure in maniera più adeguata”.

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