Medico famiglia, ‘c’è generazione non vaccinata contro morbillo, serve campagna ad hoc’ Cricelli (Simg), ‘per un’azione necessario investire, iniziative estemporanee non servono’

Roma, 10 apr. (Adnkronos Salute) – “C’è un’intera fascia di popolazione adulta non vaccinata contro il morbillo. E’ più che normale, quindi, che periodicamente si abbiano dei casi”. Se si vuole davvero incidere su questo, “non sono sufficienti azioni sporadiche, né la buona volontà del singolo medico di famiglia che consiglia correttamente i suoi assistiti”. Serve invece una “campagna ufficiale che dica ai medici di medicina generale e ai cittadini di questo Paese come si devono comportare per raggiungere gli obiettivi di un’eradicazione del morbillo. Non soltanto nelle generazioni giovani vaccinate, ma nelle generazioni più anziane che non sono vaccinate e che sono esposte all’infezione”. Così all’Adnkronos Salute Claudio Cricelli, presidente emerito della Società italiana di medicina generale e cure primarie (Simg), in merito alla crescita delle infezioni nel nostro Paese. “Mi sembra che l’allarme sia fuori luogo – continua Cricelli – perché non possiamo essere sorpresi: questa è una malattia che non riusciamo a eradicare se non vacciniamo i non vaccinati che sono soprattutto gli anziani o over 40. Cioè quelli della generazione precedente al vaccino diffuso. Se vogliamo raggiungere l’obiettivo dobbiamo avere un quadro preciso, target mirati e puntare una campagna di sanità pubblica, di rilevazione dei dati sierologici e di programmazione di una vaccinazione di massa per i non vaccinati. Servono investimenti e politiche sanitarie precise”. “Rispetto al rischio di infezione – analizza il medico – abbiamo tre gruppi: tutti i giovani e i bambini nati da quando è stato introdotto il vaccino, i non vaccinati che non hanno avuto il morbillo e che non sono quindi immuni e, infine, ci sono dei non vaccinati che hanno avuto il morbillo, quindi si suppone che abbiano una immunità persistente. Per i non vaccinati adulti non è stata mai predisposta una vaccinazione né obbligatoria né facoltativa, e che ci siano dei casi è quindi più che naturali. Ci saranno sempre fino a quando tutta la popolazione sarà completamente vaccinata. Questa è la realtà ad oggi”.

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