Immunologo: “Nuovo allarme spezie contaminate dall’India, in Italia sono sicure” Minelli, ‘prudenza e fare attenzione alla provenienza, spezie ed erbe aromatiche si coltivano anche da noi’

Roma, 10 mag. (Adnkronos Salute) – Dall’India arriva un allarme sulle spezie. La Food Safety and Standards Authority of India (Fssai), l’ente governativo indiano che si occupa della regolamentazione degli alimenti, sta indagando sulla presenza di sostanze tossiche in spezie prodotte da aziende locali. Il rischio è che ci possa essere l’ossido di etile, un pesticida ritenuto altamente cancerogeno. “Nel 2020 una serie di warning diffusi dal sistema europeo Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), avevano preallertato i Paesi europei circa l’ingresso nel Vecchio continente di alcuni alimenti contaminati da ossido di etilene. Oggi il tema si ripropone per prodotti a base di sesamo, ma anche di erbe ed altre spezie provenienti dall’India, nei quali sarebbero stati rilevati elevati valori di questo gas”. A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente di Fondamenti di dietetica e nutrizione all’Università Lum. Sul ritorno dell’allarme per l’ossido di etilene, “pur ritenendo doverosa e meritoria l’azione di monitoraggio che, a garanzia della salute del consumatore, gli enti preposti sono chiamati a svolgere per far sì che le sostanze alimentari siano sempre conformi agli standard sanitari e di sicurezza, va tuttavia sempre ribadita, in circostanze come questa, la necessità di non generalizzare, magari contingentando, in questo caso, il richiamo alla prudenza solo alle produzioni indiane commercializzate anche in Europea con i marchi Mdh ed Everest”. “Come dire, in altri termini, che non tutte le spezie sono uguali e che la maggior parte delle spezie consumate nel mondo sono da considerarsi sicure quando di qualità elevata, conservate in modo corretto, preferibilmente in contenitori ermetici e al riparo dalla luce e dall’umidità, e comunque utilizzate in quantità moderate. Al consumatore – suggerisce l’immunologo – spetterà il compito di fare attenzione alla provenienza delle spezie che acquistano e consumano, considerando, tra l’altro, la rilevanza tutt’altro che marginale che nel nostro Paese ha da sempre la coltivazione di spezie ed erbe aromatiche, elemento di grande valore nella tradizione culinaria italiana”.

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