Premi, studio Bricolo Falsarella vince la ‘Medaglia dell’architettura del vino’ Per la realizzazione, il recupero e l’ampliamento della Cantina Gorgo sulle colline moreniche di Custoza (Verona)

Roma, 31 mag. (Adnkronos/Labitalia) – “Il brolo della Cantina Gorgo” di Custoza (Verona) dello Studio Bricolo Falsarella, che ha previsto la realizzazione, il recupero e l’ampliamento della Cantina Gorgo sulle colline moreniche di Custoza, ha vinto la prima edizione del prestigioso concorso ‘La medaglia dell’architettura del vino’, ideato dall’Ordine degli architetti di Treviso, in accordo con il Comune di Valdobbiadene (Treviso), e volto ad individuare “il miglior progetto di valorizzazione dei territori Docg, Doc, Igt sull’ambito nazionale”. Il concorso nazionale, dedicato a progetti di trasformazione, cura e valorizzazione del paesaggio e dei luoghi votati al vino e nato “con l’obiettivo di sviluppare una riflessione collettiva sul rapporto tra i luoghi del vino e le infrastrutture che contribuiscono a organizzare e definire in modo sostenibile suoi paesaggi”, ha assegnato il riconoscimento più alto allo Studio Bricolo Falsarella che, con lo stesso progetto dedicato alla Cantina Gorgo di Custoza, si è già aggiudicato altri prestigiosi riconoscimenti: vincitore del Premio In_Architettura 2023 dedicato ai migliori interventi realizzati nel Triveneto; menzione speciale al Premio Architetto Italiano 2022 del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; vincitore del Premio ArchitettiVerona 2021 per la migliore opera realizzata in provincia di Verona. “Il brolo della Cantina Gorgo” si è aggiudicato il primo premio per la capacità, espressa dallo studio di architetti veronesi, “di unire materialità e senso della composizione, e poiché risponde agli obiettivi del premio con un intervento di trasformazione, cura e valorizzazione del paesaggio entro un processo di riuso e ampliamento dell’esistente. Un esempio di eleganza e misurato riuso dello spazio”. “Siamo entusiasti di questo importante riconoscimento – commentano gli architetti Francesca Falsarella e Filippo Bricolo – che ci spinge ad andare avanti sulla nostra ricerca di un’architettura umanizzante che cerca una nuova relazione tra l’essere umano e il territorio. L’architettura del vino rappresenta un’occasione importante per la valorizzazione dei nostri territori. É un tema che ci impegna molto. Il nostro approccio è quello di non realizzare architetture iconiche di grande impatto ma cercare una nuova sinergia con i bellissimi paesaggi dove siamo chiamati ad operare lavorando sui materiali, sulle atmosfere e sula realizzazione di spazi avvolgenti e rivelatori”.

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