Farmaci, Di Brino (Altems): “Hta per valutare impatto tecnologie su ambiente” Sul Manifesto Sostenibilità e innovazione nel diabete, ‘fondamentale passare da somministrazione terapia quotidiana a settimanale’

Roma, 12 giu. (Adnkronos Salute) – “Uno degli elementi fondamentali per coniugare gli aspetti tra salute e ambiente è sicuramente l’integrazione della valutazione dell’impatto che hanno le nuove tecnologie sull’ambiente, degli strumenti che utilizziamo oggi, per valutare l’innovazione tecnologica. Nello specifico, come strumento di riferimento per la valutazione delle tecnologie, abbiamo l’Hta, l’Health technology assessment che in base a un regolamento europeo dal 2025 entrerà come strumento per la valutazione di tutta l’innovazione di farmaci e dispositivi”. Lo ha detto Eugenio Di Brino, Ricercatore, Altems, Università Cattolica di Roma, partecipando oggi nella Capitale, alla presentazione del Manifesto ‘Sostenibilità e innovazione nel diabete’ realizzato da The European House Ambrosetti con il contributo non condizionante di Novo Nordisk, in occasione dell’evento ‘Salute, Ambiente e Clima: una visione integrata– Focus su sostenibilità e innovazione nel diabete’.”Come Alta Scuola, da un po’ di anni studiamo l’impatto ambientale come ulteriore dimensione di valutazione della nuova tecnologia – spiega Di Brino – Nello specifico, qualche settimana, fa abbiamo rilasciato un report, il primo, che ha inserito questa valutazione dell’impatto ambientale su una tecnologia per il diabete che in qualche modo fa da apripista a una serie di sviluppi anche a livelli valutativi e regolatori che altri Paesi membri stanno perseguendo”. Passare da una somministrazione giornaliera a settimanale, per esempio, “è sicuramente un’innovazione fondamentale per il paziente e per l’ambiente perché – chiarisce il professore – non solo assicura un miglioramento della qualità di vita, ma anche l’aderenza alle terapie e, d’altro lato, permette di avere un impatto diretto sull’ambiente perché questo richiede minori materie prime per la produzione, ma anche da un punto di vista di rifiuti e quindi di disinvestimento. L’impatto ambientale – conclude Di Brino – è qualcosa che sostanzialmente ha un impatto su tutto il ciclo vita della tecnologia”.

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