Roccella: “Welfare aziendale è punto innovazione su cui misurare crescita Paese”

Roma, 13 giu. (Adnkronos/Labitalia) – “C’è una grande storia del welfare aziendale in Italia, non solo Olivetti, ma una grande attenzione di molti imprenditori al benessere dei lavoratori e della comunità di appartenenze, che ha costituito una storia e che oggi con queste iniziative proseguiamo. Oggi il welfare aziendale è veramente uno dei punti di innovazione su cui si misura la crescita del Paese. A partire dalle richieste degli italiani: un ambiente di lavoro amichevole che consenta il work life balance e i nostri interventi sono andati in questa direzione e quindi di sollecitare la responsabilità sociale d’impresa. E lo abbiamo fatto in diverso modo: con la decontribuzione per le madri, con i fringe benefit, e con tanti altri provvedimenti”. Così Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, intervenuta alla presentazione a Roma del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione.Un’iniziativa importante, secondo il ministro, “nella strada della collaborazione pubblico-privato che vogliamo perseguire. C’è bisogno di una collaborazione, di avere tutti insieme un progetto, di sapere dove vogliamo andare e il primo punto è la natalità, sui cui la politica è stata assente per troppi anni. Questo è il primo governo che ha inserito delle competenze sulla natalità. E in questi mesi abbiamo ottenuto ottimi risultati sulla crescita dell’occupazione e in particolare di quella femminile, snodo fondamentale del nostro progetto. Ma dobbiamo andare avanti”, ha aggiunto.“La denatalità è la più grande questione del nostro tempo, perché porta con sé tutte le altre: la coesione sociale, la sostenibilità economica, l’ambiente, il senso del futuro. Il governo ha fatto della sfida demografica una propria priorità, in termini di visione, iniziativa e investimenti. Ma questa sfida richiede lo sforzo di tutti, non può essere affrontata solo attraverso la leva delle politiche pubbliche. In questa chiave il welfare assume una portata centrale e assolutamente decisiva, perché dalla capacità del mondo produttivo di agevolare la conciliazione vita-lavoro e di essere accogliente nei confronti della genitorialità passa la rimozione di uno dei più grandi ostacoli, materiali ma anche culturali, che disincentivano la natalità” ha spiegato Roccella, che poi ha aggiunto: “Fin dal primo giorno noi abbiamo puntato molto sul coinvolgimento del lavoro e dell’impresa in questa sfida che ci riguarda tutti e deve coinvolgere tutti. Lo abbiamo fatto con misure concrete, dalla decontribuzione per le mamme lavoratrici ai fringe benefits, e con iniziative come il codice di autodisciplina per le imprese. Ma è un segnale incoraggiante il fatto che accanto all’impegno della politica e delle istituzioni si registri una crescente consapevolezza da parte del mondo produttivo”, ha concluso.  

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Fecondazione, Welfair 2026 si chiude con una proposta di legge per tutelare la fertilità Esperti, ‘la preservazione dei gameti diventa una questione di prevenzione e salute riproduttiva’

De Giorgi (Imi):”L’80% dei melanomi è legato all’esposizione solare, non basta la crema al mare” ‘Tra i fattori di rischio anche la familiarità e un numero di nevi superiore a 50’

Di Giacomo (Imi): “Ricerca su melanoma per nuove strategie di cura in resistenti” ‘Il 50% dei pazienti è lungosopravvivente, biomarcatori per risparmiare tossicità inutili e migliore qualità di vita’