Welfare, Palou de Comasema (Merck Italia): “Dobbiamo aiutare il bilancio tra vita personale, familiare e professionale”

Roma, 11 lug. (Adnkronos Salute) – “Dobbiamo aiutare il bilancio tra vita personale, familiare e professionale”. Si tratta di trovare il modo per poter “aiutare i nostri dipendenti e collaboratori” quando “si trovano ad affrontare dei momenti difficili nella propria vita familiare”. Su questo, “abbiamo, per esempio, un piano di cura per gli anziani, un programma di benessere psicologico non solo per i dipendenti, ma per tutta la famiglia”. Lo ha detto Ramón Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato Healthcare di Merck Italia, partecipando oggi al nuovo appuntamento Adnkronos Q&A ‘La cura delle persone’, in corso al Palazzo dell’Informazione, in occasione della Giornata mondiale della popolazione.Tutti “conosciamo persone, famiglie, che hanno un problema” nell’avere dei figli. “Questo, a livello personale, è uno dei maggiori stress – osserva Palou de Comasema – Come Merck, leader nel trattamento dell’infertilità, pensiamo che questa non è solo una responsabilità a livello sociale, ma anche nei confronti dei nostri dipendenti. Per questo lanciamo a livello globale un programma, ‘Fertility Benefit’, aperto ai 61mila dipendenti a livello mondiale, con cui Merck supporta non solo finanziariamente, ma anche psicologicamente, tutto il processo per aiutare questa famiglia, questo nostro dipendente, con problemi di fertilità” a coronare il suo sogno.Nel considerare il bilancio tra vita personale e familiare, “dobbiamo pensare a come sviluppare le persone, la loro professionalità – aggiunge Palou de Comasema – In Merck lo sforzo che facciamo è definire una carriera professionale personalizzata: tutti abbiamo un programma individualizzato. Abbiamo la Merck University, un programma a livello globale, dove Merck Italia partecipa con un programma di aiuto per i dottorati in Italia. L’altro punto è assicurare un programma di inclusione e di diversificazione. E qui non parliamo solo a livello di una diversificazione di genere. Per me è un orgoglio che il 54% dei nostri dipendenti siano donne, ma più importante è che, nei 5 siti italiani, 4 hanno come direttori delle donne”. Un altro punto è l’internazionalità: “In Merck abbiamo più di 12 diversa nazionalità che lavorano con noi. Il terzo elemento di diversificazione è a livello generazionale. Noi dobbiamo trovare il modo per incrementare il valore delle diverse generazioni. Abbiamo un programma che si chiama ‘Future’ – conclude – il cui obiettivo non è solo attrarre le nuove generazioni, ma come trovare la sinergia tra le diverse generazioni”.

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