Palazzoli (Inca Cgil): “Colpo di calore su lavoro è infortunio, serve giusta tutela Inail” Il patronato, non sottovalutare rischi, far conoscere alle lavoratrici e ai lavoratori che il colpo di calore è un infortunio

Roma, 18 lug. (Adnkronos/Labitalia) – “Tutto quello che deriva dalle temperature estreme, dal colpo di calore allo stress termico, dobbiamo dire con forza che è un infortunio sul lavoro. Troppo spesso oggi sottovalutiamo i rischi e i sintomi. Noi stiamo facendo formazione e informazione su questo tema: il colpo di calore è un infortunio, quindi trattato da Inail, con un tipo di tutela diversa e migliore rispetto a quello che può essere un semplice stato di malattia seguito da Inps”. Così, intervistata da Adnkronos/Labitalia, Sara Palazzoli, componente del collegio di presidenza del Patronato Inca Cgil, che ha lanciato una campagna sul tema molto seguita su TikTok. “Il colpo di calore, le temperature estreme -spiega Palazzoli- lo possono subire sia i lavoratori che lavorano all’esterno, quindi i muratori, chi opera nell’edilizia, i rider, ma anche chi lavora in ambienti al chiuso estremamente esposti al calore, come le fonderie ma anche i cuochi. I lavoratori sono fortemente esposti ad ammalarsi, ad avere l’infortunio dovuto dal colpo del calore, dallo stress termico. È importante fermarsi, è importante andare immediatamente al pronto soccorso, perché poi anche i sintomi più forti possono avvenire nel medio e lungo periodo. Essere stato al pronto soccorso e averlo denunciato tempestivamente permette a noi di Inca di portare a termine un percorso che possa dare il giusto riconoscimento previsto per chi subisce un infortunio dovuto dallo stress da calore o dal colpo di calore in generale”, ribadisce.E Palazzoli ricorda che è fondamentale “far conoscere alle lavoratrici e ai lavoratori che il colpo di calore è un infortunio. E’ importante prevenire, è importante dire alle lavoratrici e ai lavoratori di fermarsi, recarsi al pronto soccorso e venire poi all’Inca per mettere in campo la giusta tutela per il riconoscimento dell’infortunio per il colpo di calore o stress da calore in generale”, sottolinea. E Palazzoli ricorda che come Inca Cgil “svolgiamo il compito di informare in maniera continua e costante in tutto il territorio nazionale, anche attraverso dei percorsi mirati di formazione, parlando, in base al settore, dei rischi ai quali la lavoratrice e il lavoratore sono esposti. Rischi che possono portare all’infortunio e alle malattie professionali”.

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