Carrieri (Siu): “Per la fertilità gli uomini facciano visita urologica a 18 anni” ‘Diversamente dalle donne non si rivolgono allo specialista’

Bari, 11 ott. (Adnkronos Salute) – “Il tema della denatalità è una delle questioni che preoccupano il nostro Paese. Quest’anno contiamo 400mila nati in meno rispetto allo scorso anno. Sono numeri importanti che ci dicono che c’è sicuramente una preoccupazione in più per mettere su famiglia da parte di tanti giovani uomini. Ma c’è anche un tema legato alla diminuzione della capacità di fecondare da parte dell’uomo. In passato eravamo abituati, come uomini, a fare ai 18 anni la famosa visita di leva. Era una visita durante la quale si verificavano anche gli organi genitali maschili e si escludevano quelle patologie, tipo il varicocele, che possono portare a una diminuzione della fertilità. Questo ‘pit stop’ oggigiorno non c’è più perché la visita di leva obbligatoria e stata eliminata. C’è quindi meno prevenzione in questo campo”. Lo ha detto Giuseppe Carrieri, presidente della Società italiana di urologia (Siu), all’Adnkronos Salute in occasione del Congresso nazionale Siu in corso a Bari. “Gli uomini di 18 anni – continua Carrieri – diversamente da quello che avviene per le giovani donne che vanno precocemente dal ginecologo, non si rivolgono agli urologi per una valutazione iniziale della loro fertilità. Questo, sicuramente, è un dato che possiamo mettere in correlazione alla diminuzione dell’arrivo di nuovi nati in Italia. Sensibilizzazione” su questo tema “è la parola chiave. Dobbiamo far capire che prevenire è meglio che curare e, in campo di infertilità, una visita intorno ai 18 anni, per i nostri ragazzi, è utile al fine di verificare che non ci siano in atto quelle condizioni, quelle patologie – conclude – che possono portare ad una diminuzione della fertilità quando poi decideranno di mettere su famiglia”.

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