Campitiello (Min. Salute): “Salute riproduttiva a rischio con obesità, fumo e sedentarietà” ‘Fare attenzione anche a eccessiva magrezza e infezioni sessualmente trasmesse. Investire su natalità e prevenzione’

Roma, 12 dic. (Adnkronos Salute) – “In Italia, ormai da anni, il problema della bassa natalità e l’aumento delle coppie con difficoltà di fertilità sono questioni di grande rilevanza. Le cause più comuni dell’infertilità, sia maschile che femminile, sono le infezioni sessualmente trasmesse, il fumo, l’obesità, l’eccessiva magrezza, l’esposizione a sostanze nocive, la sedentarietà o, al contrario, l’attività fisica eccessiva. Questi elementi rappresentano fattori di rischio che possono compromettere la salute sessuale e riproduttiva. Di fronte a questa situazione, è essenziale elaborare una strategia efficace, lavorando sugli squilibri sociali e demografici con obiettivi chiari e risorse adeguate”. Così Maria Rosaria Campitiello, a capo del Dipartimento della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, in un videomessaggio inviato agli organizzatori dell’evento Adnkronos Q&A ‘Essere genitori oggi, tra scienza e welfare’ oggi a Roma. “Si deve agire su due fronti – sostiene Campitiello -. Da un lato, sviluppare politiche intersettoriali e interistituzionali, che sostengano la genitorialità. Dall’altro, promuovere politiche sanitarie ed educative finalizzate alla tutela della salute riproduttiva. Il compito delle politiche pubbliche è rafforzare il nucleo familiare, promuovendo strumenti che sostengano e favoriscano la genitorialità”. La “presenza affettiva, insieme agli stili di vita sani, contribuiscono al benessere del bambino e dell’intera famiglia – spiega Campitiello -. Le relazioni familiari e sociali solide sono la base di una crescita sana e sostenibile delle nuove generazioni”. Quando “parliamo di stili di vita sani”, la “prevenzione” e “l’informazione giocano un ruolo chiave. È basilare sensibilizzare la popolazione sul valore della fertilità, incentivando comportamenti corretti per prevenire eventuali problematiche. La comunicazione resta quindi un mezzo utile per colmare le lacune nella propria consapevolezza. Tuttavia, deve essere modulata in base ai destinatari”.I “giovani, soprattutto, hanno bisogno di essere accompagnati in un processo educativo mirato sulle abitudini sane. Come Ministero della Salute e come Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenza Sanitaria, le matite che segnano la nostra missione sono prevenzione e investimento. Occorre investire sulla natalità ma anche sulla prevenzione. Il futuro ci attende e non possiamo mancare”, conclude.

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