Sordità, il chirurgo audiologo: “Oggi la diagnosi si fa entro i primi giorni vita del neonato’ Di Lisi (ospedale Martini di Torino), ‘prospettive terapeutiche precoci per cambiare la qualità di vita dei bambini’

Roma, 22 gen. (Adnkronos Salute) – “Quando si parla di bambini è importante toccare il tema della precocità, nel senso che comunque oggi siamo in grado di eseguire diagnosi di sordità entro i primi giorni di vita del neonato”. Così all’Adnkronos Salute il responsabile di Audiologia Impianti Cocleari dell’ospedale Martini di Torino, Diego Di Lisi.”Grazie allo screening uditivo neonatale che qui in Italia è diventato universale – spiega Di Lisi – questi bambini vengono poi mandati ai centri audiologici di secondo livello per la diagnosi e questa diagnosi può essere eseguita con la strumentazione adeguata, con la tecnologia e con le competenze in termini molto precoci. Il tutto – osserva l’esperto – comporta una precocità anche di quelle che sono poi le prospettive terapeutiche, quindi la protesizzazione acustica nelle sordità moderate e successivamente nelle sordità profonde o comunque nelle sordità gravi, l’impianto cocleare che ha cambiato il destino di questi bambini”.Tutto ciò che la “tecnologia contribuisce a migliorare” e quindi a rendere, in questo caso, “l’applicazione dell’impianto cocleare, per mezzo di un sistema robotico che aiuta alla preservazione delle strutture anatomiche – continua Di Lisi – è un atto di responsabilità importante, perché il danneggiamento o comunque le lesioni anche minime percettibili che vengono create sulla coclea possono determinarne quindi una complicanza, una fibrosi o comunque una situazione che in qualche modo può poi nel futuro complicare eventuali applicazioni di altre tecnologie”.La chirurgia “robotica, grazie a questa possibilità di inserire l’elettrodo secondo una velocità e una direzione di inserzione programmati consente di essere particolarmente atraumatici e quindi permette di lasciare aperte al futuro quelle che potranno essere le nuove applicazioni in un bambino di pochi mesi”, conclude.

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