Oncologo Pinto: “Radioligandi cambiano terapia cancro” ‘Oggi siamo in una fase nuova e rilevante nella cura dei tumori’

Roma, 4 feb. (Adnkronos Salute) – “Grazie ai radioligandi si apre un’importante prospettiva per lo sviluppo della terapia del cancro. Le terapie con radioligandi rappresentano, infatti, una significativa innovazione nella lotta contro il cancro, poiché offrono un approccio mirato che combina la medicina nucleare con la selettività di una terapia personalizzata”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute Carmine Pinto, professore e direttore dell’Oncologia medica del Comprehensive Cancer Centre, Ausl-Irccs di Reggio Emilia, commentando l’ammissione alla rimborsabilità da parte di Aifa alla terapia Lutetium (177Lu) vipivotide tetraxetan, il primo radioligando per cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione.”Oggi siamo in una fase nuova e rilevante nella cura dei tumori. Cerchiamo sempre – fa notare l’oncologo – di avere più trattamenti che individuano un target e di avere il farmaco, o nel caso specifico le radiazioni, che possono colpire direttamente quel target e quindi colpire la cellula neoplastica. Con i radioligandi abbiamo un carrier a cui è legato un radioisotopo che, tramite questo carrier, trova delle alterazioni cellulari all’interno delle cellule tumorali e, in una prima fase, viene utilizzato in fase diagnostica come tracciante, dove sono queste cellule alterate che captano questo radioisotopo e quindi diventeranno positive. Questa è la prima fase. A questo carrier però noi possiamo legare anche un radioisotopo, e questa è la terragnostica, che può avere una funzione terapeutica. Quindi ho la fotografia del paziente con tutti gli organi e con le cellule alterate: io posso legare al carrier, a questo, punto un radioisotopo con funzione terapeutica e andare a colpire quel singolo target all’interno di quella cellula e quindi ‘avere’ una radioterapia mirata, che quindi colpisce esattamente dove voglio andare a colpire”.”Oggi utilizziamo il radioligando ‘da solo’ ma potremmo in futuro collegare questo trattamento all’immunoterapia e a tutte le altre possibilità terapeutiche per avere un’importante prospettiva per lo sviluppo della terapia del cancro” conclude.

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