Salute, Nervo (Diabete Italia): “Il tipo 2 prevenibile ma sbagliato dare colpa a paziente” ‘Ruolo associazioni fondamentale’

Roma, 20 feb. (Adnkronos Salute) – “I pregiudizi e i luoghi comuni sul diabete impattano in maniera significativa sulla vita di tutti. Sono spesso luoghi comuni errati, dettati dalla scarsa conoscenza che c’era in passato e legati soprattutto al diabete di tipo 2, una forma prevenibile di diabete che si scontra spesso con il luogo comune secondo il quale la persona con diabete di tipo 2 ‘se l’è cercata’, cosa assolutamente non vera”. Così all’Adnkronos Salute Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia, intervenuto a Roma durante la presentazione della nuova survey internazionale sui pregiudizi legati al diabete realizzata su incarico di Abbott. I dati della indagine dicono che quasi il 25% delle persone con diabete evita di parlare della propria patologia con familiari e amici per imbarazzo. “Questo pregiudizio mette le persone con diabete nella condizione di avere un’ulteriore difficoltà ad affrontare la propria vita, sia nel mondo della scuola che nel mondo del lavoro – commenta Nervo – Penso ad esempio ai bambini che non vengono portati nelle gite scolastiche perché non si sa esattamente cosa sia il diabete e come debba essere gestito. I luoghi comuni sul diabete devono quindi essere abbattuti. La prima cosa fondamentale, che noi ripetiamo ormai da anni, è non parlare più di diabetici, ma di persone con diabete, perché questo ci allena a riportare al centro la persona e ciò significa dar loro dignità”. Le associazioni sono al “fianco delle persone con diabete quotidianamente”, sottolinea Nervo. Quando un bambino, ad esempio, “non viene portato in gita, i volontari delle associazioni si attivano immediatamente per illustrare agli insegnanti le attenzioni che è indispensabile avere per fare in modo che questo bambino possa andare in gita. Farlo partecipare alla gita – evidenzia il presidente di Diabete Italia – significa fargli capire che è possibile avere una vita normale convivendo con questa patologia. E’ fondamentale farlo sia in età scolare, ma anche nel mondo del lavoro, dove spesso il pregiudizio e l’ignoranza sulla malattia bloccano assunzioni e altri aspetti della vita professionale”.

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