Tumori, l’oncologa: “In aumento cancro colon retto in under 50, puntare su screening” Cremolini (UniPi), ‘tra ipotesi l’assunzione involontaria di microplastiche attraverso l’idratazione e l’alimentazione e l’utilizzo di antibiotici anche nei primi anni di vita’

Roma, 20 mag. (Adnkronos Salute) – “Negli ultimi anni dati epidemiologici soprattutto statunitensi ci dicono che c’è un incremento nelle diagnosi di tumore del colon retto in soggetti più giovani, vale a dire al di sotto dei 50 anni di età. E’ un trend che si sta più lentamente spostando anche in Europa. I numeri in Italia non sono ancora così tranchant, ma indubbiamente è un fenomeno che nei nostri ambulatori vediamo quotidianamente”. Così all’Adnkronos Salute Chiara Cremolini, professore ordinario di Oncologia dell’università di Pisa, in occasione del tour di sensibilizzazione sul tumore uroteliale ‘Non girarci intorno’, promosso da Merck che si lega al Giro d’Italia, uno degli eventi sportivi più seguiti nel nostro Paese, di cui Merck è official partner.”Perché questo sta succedendo? La risposta in realtà non la conosciamo. Ci sono più che altro delle ipotesi che non delle spiegazioni certe”, ha osservato Cremolini che spiega: “Un’ipotesi è legata al nostro modo di mangiare, ma anche all’assunzione involontaria delle microplastiche proprio attraverso l’idratazione e l’alimentazione. C’è il problema del microbiota intestinale. L’utilizzo di antibiotici anche nei primi anni di vita, nell’infanzia e nella prima adolescenza che può associarsi a un’alterazione della flora basale. E tutto questo crea dei fattori predisponenti”. “In effetti proprio un problema importante è quello che tra i giovani non abbiamo solo forme genetiche, che quindi in qualche maniera possono essere conosciute secondo la storia della famiglia. C’è un’elevata incidenza di tumore del colon in famiglia, allora magari mi tengo sotto controllo. No, purtroppo non sono infrequenti casi sporadici e questo ci fa fare più fatica a fare talvolta delle diagnosi precoci”, ha precisato la specialista.Di qui l’importanza della prevenzione e dell’informazione su queste patologie, come accade con la campagna ‘Non girarci intorno’ patrocinata da Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), Simg (Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie), Siuro (Società italiana di uro-oncologia) e Associazione Palinuro (Pazienti liberi dalle neoplasie uroteliali). “La prevenzione è il modo migliore non solo per evitare che il problema si ponga ma, qualora insorgesse, per diagnosticarlo precocemente”, ha chiarito Cremolini che aggiunge: “Abbiamo un test di prevenzione secondaria di screening estremamente efficace che è la ricerca del sangue occulto. Allo screening però bisogna aderire e i tassi di adesione ci dicono che è ancora molto bassa, al di sotto del 65% in molte regioni d’Italia, e questo non è accettabile. Quindi, ricerca del sangue occulto, adesione ai programmi di screening, colonoscopia per i familiari dei pazienti affetti e in generale per tutti i soggetti a rischio”, ha concluso.

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