Sanità: in Usa +460% infezioni enterobatteri Ndm resistenti alle terapie Report con i dati in aumento tra il 2019-2023; in Italia c’è stato un focolaio in alcuni ospedali della Toscana nel 2019

Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) – In Usa è allarme per boom di infezioni da super batteri. Parliamo di enterobatteri resistenti ai carbapenemi produttori di metallo-beta-lattamasi New Delhi (Ndm-Cre) che si diffondono soprattutto a livello ospedaliero. Lo rivela un nuovo rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), pubblicato sulla rivista ‘Annals of Internal Medicine’. Gli esperti americani hanno osservato che nel 2020 negli Stati Uniti si sono verificate circa 12.700 infezioni e 1.100 decessi a causa di questi enterobatteri. “L’aumento di Ndm-Cre, documentato nel nuovo studio, tra il 2019 e il 2023 le infezioni sono aumentate del 460% – si legge nel report Cdc – Possono causare: polmonite, infezioni del sangue, infezioni del tratto urinario e infezioni delle ferite, sono estremamente difficili da curare e possono essere mortali. Anche la diagnosi è complessa, poiché molti laboratori clinici non dispongono delle capacità di analisi necessarie”. In Italia nel 2019 si è verificato un focolaio di questi super batteri in alcuni ospedali della Toscana. “Questo forte aumento di Ndm-Cre significa che ci troviamo di fronte a una minaccia crescente che limita la nostra capacità di trattare alcune delle infezioni batteriche più gravi – ha affermato Danielle Rankin, epidemiologa dei Cdc – Scegliere il trattamento giusto non è mai stato così complicato, quindi è di vitale importanza che gli operatori sanitari abbiano accesso ai test in grado di aiutarli a selezionare le terapie mirate e più appropriate”.Cosa cosa gli Ndm-Cre? “Fanno parte di un gruppo di batteri noti come enterobatteri resistenti ai carbapenemi (Cre), resistenti ad alcuni degli antibiotici più potenti disponibili. Mentre ‘Ndm’ si riferisce alla metallo-β-lattamasi di Nuova Delhi, un enzima che rende questi batteri resistenti a quasi tutti gli antibiotici disponibili, lasciando poche opzioni terapeutiche”, spiegano gli specialisti Cdc che ricordano come “esistono poche opzioni terapeutiche efficaci per le infezioni perché negli Usa Ndm-Cre è poco comune, gli operatori sanitari potrebbero non sospettarla quando trattano pazienti con infezioni da Cre e questo può portarli a scegliere una terapia inefficace”. L’Ndm-Cre “ha il potenziale di diffondersi rapidamente: senza adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni, può diffondersi attraverso le strutture sanitarie e nella comunità. E’ una sfida globale”, avvertono i Cdc.

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