Salvadori (Paolo Chiesi Foundation): “Per crescere servono partenrship” ‘Abbiamo bisogno di flessibilità, chiarezza di intenti e chiarezza di visione’

Roma, 26 set. (Adnkronos Salute) – “La flessibilità è essenziale se vogliamo crescere e adattarci. Dobbiamo avere chiara la nostra missione, ciò che la Fondazione rappresenta e ciò che vuole realizzare, ma allo stesso tempo non possiamo semplicemente restare come eravamo nel 2005. Il contesto dello sviluppo cambia ogni giorno e noi dobbiamo cambiare con esso. Come farlo? Prima di tutto, ascoltando. Dobbiamo ascoltare i nostri partner. Dobbiamo fare in modo che i nostri partner, i nostri stakeholder, persino i pazienti stessi, siano parte attiva nella progettazione dei programmi di sviluppo. La parola chiave è partnership”. Così Massimo Salvadori, coordinatore Paolo Chiesi Foundation, intervenendo nel quartier generale della farmaceutica a Parma all’evento per i 20 anni di attività della Fondazione.”Il progresso reale e duraturo si ottiene solo quando le persone più coinvolte partecipano alla definizione del processo”, sottolinea Salvadori, per questo servono “partnership a ogni livello: con le istituzioni, con le organizzazioni locali, con la società civile. Credo – aggiunge – che il settore filantropico abbia in questo un’opportunità e una responsabilità uniche. Diversamente dai donatori tradizionali, che spesso hanno vincoli e mandati più rigidi, la filantropia può creare spazi dove voci diverse si incontrano, dove gli attori si sentono valorizzati e dove può nascere l’innovazione. Per noi – chiarisce – innovazione non significa necessariamente qualcosa di completamente nuovo o rivoluzionario. Significa fare le cose in modo diverso, in modo migliore. Per questo abbiamo sviluppato due modelli: Nest” (Neonatal Essentials for Survival and Thriving), per migliorare l’accesso alle cure neonatali, e “il modello Gasp” (Global Access to Sustainable Pulmonology), incentrato sulla diagnosi e la gestione di malattie respiratorie croniche come l’asma e la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva). “Abbiamo bisogno di chiarezza di intenti e chiarezza di visione – conclude – Ma insieme alla chiarezza serve flessibilità. Perché senza flessibilità non si può restare rilevanti nell’attuale scenario dello sviluppo”.

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