Brambilla (Nipro): “Simulation Academy chiude gap teoria-pratica in nefrologia” ‘Formazione di 3 giornate sulle varie situazioni che affrontano medico specializzando e nefrologo’

Roma, 20 ott. (Adnkronos Salute) – “Portare medici specializzandi ad effettuare delle prove pratiche, chiudendo il gap, presente oggi, tra la teoria e la pratica”. Così Maurizio Brambilla, country manager di Nipro Medical Italy, presenta il Simulation Academy, “un progetto che nasce in collaborazione tra la Società italiana di nefrologia, le scuole di specialità e Nipro Medical Italy”, in occasione del 66° Congresso nazionale della Sin che si svolge dal 21 al 24 ottobre a Riccione. Il tema di quest’anno – ‘La salute dei reni è ora: trasformiamo le cure nefrologiche’ – ha l’obiettivo di mettere in luce le più recenti novità scientifiche per tracciare scenari innovativi per la prevenzione e il trattamento delle malattie renali: dall’impatto dell’obesità e delle nuove terapie mirate alla salute renale in età pediatrica, fino alle sfide specifiche della gravidanza e della dialisi.Uno spazio importante del congresso è riservato ai giovani nefrologi e proprio in questo contesto si inserisce il progetto Simulation Academy. “Gli specializzandi – spiega Brambilla – andranno per 3 giorni in Belgio, a Mechelen, presso la sede dell’istituto iMep – Institute for Medical Practice, un luogo che dà la possibilità” di fare un’esperienza simulata, “all’interno di una struttura, di tutte le difficoltà e le quotidianità che il medico specializzando e un nefrologo si trovano ad affrontare: dall’inserzione del catetere alla gestione del trattamento, ma anche di tutte le possibili situazioni di emergenza che si possono verificare durante il trattamento stesso”. “La formazione dei giovani specialisti in questo settore è un aspetto molto importante e motivo della nascita di questo progetto – sottolinea Brambilla – Il medico specializzando, infatti, non ha la possibilità di valutare a 360 gradi le criticità che si trova ad affrontare, facendo solo ed esclusivamente il percorso universitario. Da qui la possibilità di poter, invece, sperimentare in prima persona gli aspetti più particolari, come la creazione di una fistola piuttosto che la gestione del trattamento e le complicanze che si vengono a verificare. Questo – conclude – è fondamentale per” attrarre l’attenzione “di medici e specializzandi alla parte della nefrologia che si occupa di temi che vanno oltre la dialisi e il trattamento depurativo”.

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