Comastri (Lea): “Sostenere concretamente i bambini che balbettano” ‘Troppo spesso invisibili. Servono più consapevolezza, formazione e supporto’

Roma, 22 ott. (Adnkronos) – “C’è un grande bisogno di dare voce al mondo della balbuzie, che troppo spesso rimane sottotraccia. I bambini e i ragazzi che balbettano faticano a sentirsi accettati. È fondamentale costruire protocolli scolastici che permettano agli insegnanti di sapere come intervenire e come sostenere concretamente i bambini e i ragazzi con questo disturbo del linguaggio. Serve inoltre una formazione mirata anche per gli operatori sanitari e una maggiore sensibilità nel mondo del lavoro, affinché il talento delle persone che balbettano non venga disperso”. Lo ha dichiarato Chiara Comastri, responsabile scientifica dell’Associazione Lea – Libera l’Espressione Autentica , psicologa, formatrice ed esperta nella riabilitazione della balbuzie, intervenendo al convegno organizzato dall’Associazione e da Psicodizione Onlus in occasione della Giornata internazionale di consapevolezza sul disturbo del linguaggio.“Spesso chi balbetta utilizza strategie per nascondere il problema, sostituendo parole o evitando frasi – fa notare l’esperta – ma dentro di sé resta un passo indietro, con il peso del giudizio e dell’incomprensione”, spiega.Il convegno ha visto anche la partecipazione di personaggi dello spettacolo che hanno vissuto in prima persona la balbuzie. Un modo per mostrare ai giovani esempi di persone che, nonostante il disturbo, sono riuscite a far emergere il proprio talento e la propria professionalità.

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