Caporali (Sir): “In reumatologia la clinica fondamentale per diagnosi” Alla presentazione del congresso, ‘prevenzione e riconoscimento precoce cambiano storia della patologia’

Roma, 19 nov. (Adnkronos Salute) – La malattia reumatologica è ad espressione clinica quindi per la diagnosi precoce è indispensabile prestare “attenzione ai primi sintomi e precisione nella loro identificazione così da poter inviare il paziente quanto prima dal reumatologo, il quale poi deciderà quali sono gli esami più importanti da fare. La prevenzione o la diagnosi precoce fatta attraverso il semplice esame del sangue ha diverse criticità: secondo me, è importante riportare l’attenzione sulla clinica”. Lo ha detto Roberto Caporali, presidente eletto Sir – Società italiana di reumatologia, professore di Reumatologia presso l’università degli studi di Milano e direttore del dipartimento di Reumatologia dell’Asst Gaetano Pini-Cto, intervenendo oggi a Milano alla presentazione del Congresso Sir 2025, previsto dal 26 al 29 novembre, a Rimini.”La prevenzione delle malattie reumatologiche – tema molto importante per noi e di cui, fino a qualche anno fa, non si parlava – si suddivide in due filoni – illustra Caporali – Quella primaria si fonda sul miglioramento degli stili di vita, come l’attenzione all’alimentazione, e di alcune situazioni ambientali, come il fumo di sigaretta, che va evitato soprattutto se si ha familiarità con queste patologie. Esiste poi la prevenzione attraverso i farmaci: importanti studi dimostrano che nelle fasi precocissime di malattia, ancora prima che si palesino i sintomi, è possibile interrompere il disordine del sistema immunitario e prevenire la malattia con delle terapie”.”Tenere sotto controllo le malattie reumatologiche è possibile – avverte l’esperto – se facciamo una diagnosi precoce e iniziamo” tempestivamente la somministrazione dei “farmaci attivi che abbiamo a disposizione. Utili a questo scopo sono anche i controlli ripetuti e gli esami fatti fin dal primo giorno, così come la radiografia e l’ecografia articolare. Riuscire a controllare la progressione di malattia significa cercare” di portare “i pazienti in una situazione di remissione – conclude – che, tendenzialmente, previene anche tutte le complicanze extra articolari”.

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