Sabatelli (Nemo Roma): “Per la cura della Sla abbiamo una strada definita”

Roma, 20 nov. – (Adnkronos) – “C’è una base scientifica che ci permette di avere ottimismo, per la prima volta abbiamo una direzione chiara, una ipotesi di malattia solida e uno strumento terapeutico potenziale che lavora esattamente su quel meccanismo. Non significa che la soluzione sia dietro l’angolo: serviranno tempo, investimenti e molto lavoro. Ma la strada adesso è definita e, per la prima volta, sembra davvero quella giusta”. Lo ha detto Mario Sabatelli, responsabile clinico del Centro Nemo Roma Armida Barelli al Policlinico Gemelli, ma anche referente Aisla per la Commissione medico scientifica intervenendo all’evento ‘La promessa 2025′, la maratona live di musica, spettacolo e storie di vita promossa dall’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, per sostenere la ricerca sulla Sla, presso la sede dell’agenzia Adnkronos a Roma.“C’è infatti un’area nuova che si sta aprendo nella ricerca sulla Sclerosi laterale amiotrofica – aggiunge Sabatelli – ed è quella che riguarda in modo specifico la proteina Tdp-43. Oggi sappiamo che in quasi tutti i pazienti questa proteina risulta alterata. Normalmente Tdp-43 si trova nel nucleo della cellula, ma nella Sla scompare dal nucleo e si accumula nel citoplasma. Tdp-43 – chiarisce – ha una funzione fondamentale: regola centinaia di Rna messaggeri. Il processo è questo: i geni vengono copiati in Rna, e questi Rna, una volta nel citoplasma, sono tradotti in proteine. Tdp-43 controlla la maturazione, la stabilità e il destino di molti di questi Rna. Finora lo sapevamo in modo generico; adesso stiamo finalmente comprendendo quali Rna regola, con quali meccanismi e che cosa comporta la sua perdita dal nucleo. Certo, parliamo di centinaia di Rna – sottoliena Sabatelli – È un numero grande, ma finito, e dunque studiabile, uno per uno. Nel momento in cui riusciremo a capire quali tra questi Rna sono davvero cruciali nel determinare il danno neuronale, avremo già degli strumenti pronti per intervenire. Parlo delle nuove molecole chiamate Aso, gli oligonucleotidi antisenso: possono entrare nelle cellule malate e correggere il destino degli Rna alterati. Proprio un mese fa è uscito su Nature un articolo che mostra come questa alterazione influenzi profondamente la sintesi proteica. È un altro tassello fondamentale – conclude – che rafforza questa linea di ricerca”.

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