Università, Denaro (Ucbm): “Scuola di ortopedia progetto umano e accademico” Il fondatore, ‘ragazzi e docenti pronti a migliorarsi non solo sul piano professionale e specialistico’

Roma, 18 dic. (Adnkronos Salute) – La formazione non si sia limitata all’aspetto tecnico-chirurgico. “Non ho cercato di trasmettere solo le competenze specialistiche, ma soprattutto valori umani semplici: la veridicità, l’onestà intellettuale, l’amore per i pazienti, che non sono pazienti ma persone che hanno una malattia. Vivere questi principi ha permesso di costruire un gruppo solido” .Così Vincenzo Denaro, professore emerito e fondatore della Scuola di specializzazione in Ortopedia e traumatologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi al primo convegno del team di ricerca scientifica in ortopedia e traumatologia dell’Ateneo. “All’inizio non ci credeva nessuno – sottolinea Denaro – ci voleva un atto di fede e di speranza per immaginare di arrivare a una struttura come quella di oggi, con circa 3000 persone, quando eravamo davvero pochi. Eppure l’ortopedia è cresciuta molto più velocemente rispetto ad altre discipline. Ci voleva molta immaginazione, 32 anni fa, quando sono stato chiamato in questa università, a pensare che saremmo arrivati a quello che vediamo oggi. All’inizio eravamo 4 persone, io sono stato il primo professore ordinario chiamato e ho eseguito il primo intervento, che era di ortopedia”. Il fondatore della scuola ha sottolineato di aver dedicato particolare attenzione alla crescita dei propri allievi e al loro percorso accademico. “Le posizioni che oggi ricoprono testimoniano il lavoro fatto: ci sono professori ordinari, uno è diventato addirittura rettore – evidenzia Denaro – Oggi la scuola esiste davvero ed è una scuola nel senso pieno del termine: è un gruppo coeso, fatto di 72 specializzandi e di strutturati che lavorano insieme con un clima anche familiare”. Guardando al futuro, il professore si è detto fiducioso nella continuità del progetto. “I ragazzi e i docenti che lascio hanno dentro questo stimolo a migliorarsi non solo sul piano professionale e specialistico, ma anche su quello umano. Ed è così – conclude – che la scuola continuerà a crescere”.

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