Malattia di Crohn, gastroenterologo Danese: “La nutrizione è parte della terapia” Sulla campagna Più Crohnsapevoli, ‘ci sono diete dedicate che funzionano come i biologici’

Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) – Continuano a crescere i dati sull’impatto della “dieta, anche in combinazione con le terapie biologiche, al fine di mantenere o anche di indurre la remissione della malattia di Crohn. Ci sono delle diete dedicate che funzionano alla pari dei biologici. Di sicuro i dati sull’ansia e sulla qualità di vita del paziente sono fondamentali anche in relazione alla dieta. Una survey fatta su 220 italiani con malattia di Crohn dimostra che soltanto un terzo dei pazienti vengono riferiti al dietista ed è fondamentale che questo aspetto sia preso profondamente in considerazione”. Così Silvio Danese, direttore dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, spiega l’importanza della campagna ‘Più Crohnsapevoli – Per una nutrizione consapevole’ promossa da Modulen – alimento a fini medici speciali di Nestlé Health Science – che prevede la realizzazione in più regioni di corsi riservati ai gastroenterologi coinvolti nella gestione e presa in carico delle persone con malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), in collaborazione con Ig-Ibd (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease), con lo scopo di sensibilizzare i pazienti sull’importanza della nutrizione come parte integrante della terapia per migliorare gli outcome e la qualità di vita.”E’ un aspetto chiave – aggiunge Danese – ed è la domanda più frequente che i nostri pazienti ci fanno in ambulatorio: ‘Cosa devo, cosa non devo mangiare? La dieta è parte della terapia?’ E’ molto importante per i pazienti affetti da malattia di Crohn riferire a dei dietisti dedicati e sensibilizzati a questa patologia”.

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