I pittori della luce

Arriva al Palazzo Reale di Palermo la mostra “Tesori impressionisti. Monet e la Normandia”,dall 11 febbraio al 28 settembre 2026. Dal dissenso dei salotti parigini al mito: a Palermo sbarca l’epopea di 45 pittori impressionisti che hanno saputo catturare l’anima dell’istante. Un viaggio multisensoriale tra capolavori inediti, intelligenza artificiale e la bellezza selvaggia di un mare che ha cambiato per sempre la storia dell’arte

In occasione del trentennale della Fondazione Federico II dell’Assemblea regionale siciliana e del centenario della morte di Claude Monet, il Palazzo dei Normanni a Palermo si conferma crocevia culturale tra Mediterraneo e Nord Europa. In mostra “Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia”, novantasette opere provenienti dalla prestigiosa collezione Peindre en Normandie, dal MuMa di Le Havre e da raccolte private. I dipinti documentano un percorso ideale che esplora il legame a filo doppio tra l’impressionismo e il laboratorio creativo che fu la Normandia, regione atlantica della Francia. Il percorso espositivo si focalizza, appunto, sulla Normandia non solo come soggetto geografico, ma come vero e proprio laboratorio a cielo aperto. È in queste terre, tra le scogliere di Fécamp e le rive della Senna, che artisti come Monet, Renoir, Courbet, Corot e Morisot hanno rivoluzionato la pittura abbandonando gli atelier per la pratica en plein air.

Tra i lavori di spicco figura “Il mare a Fécamp” di Monet, dove il movimento dell’acqua si fa pura vibrazione cromatica. Monet si allontana dalla rappresentazione statica del paesaggio per concentrarsi sulla dinamicità delle onde. La mostra, curata da Alain Tapié, è allestita presso le sale intititolate al Duca di Montalto. È  strutturata in cinque nuclei tematici che guidano il visitatore attraverso i diversi volti del paesaggio normanno: la fattoria Saint-Siméon, che è il celebre luogo di ritrovo degli artisti; la villeggiatura: il litorale come spazio di svago borghese; il lavoro, cioè la fatica quotidiana di pescatori e lavandaie; la terra normanna come espressione della poetica dei borghi e delle campagne; infine, il fiume tra gli alberi, ovvero, lungo la Senna verso Parigi.

Oltre alla componente pittorica tradizionale, la mostra integra tre installazioni immersive che utilizzano video-proiezioni e intelligenza artificiale per approfondire i temi dell’aria aperta e dei cieli impressionisti, includendo un omaggio post-impressionista a Van Gogh. Sembra proprio di immegersi nell’atmosfera del tempo, delle sfumature e delle forme dell’ impressionismo tra pennelli, colori e la proiezione animata sulle volte delle Sale Duca di Montalto.

Completa la mostra una sezione didattica dedicata ai rapporti storici tra la Sicilia e la Normandia, pensata per il pubblico più giovane. L’iniziativa sottolinea la continuità storica tra normanni e siciliani, legati da una comune radice dinastica che risale alla conquista degli Altavilla, iniziata nel 1061. Dopo avere sconfitto potentati e governatori musulmani e aver restituito l’isola al cristianesimo, nel 1130 la dominazione normanna instaurerà il regno di Ruggero II. Fu uno dei periodi più felici della Sicilia e di Palermo capitale.

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