Calabria: Unicredit, hub innovativo per lavoro e e autonomia giovani con fragilità psichica

Lamezia Terme, 16 feb. (Adnkronos/Labitalia) – Un nuovo hub digitale dedicato alla formazione e all’inserimento lavorativo di giovani con fragilità psichica prende forma a Lamezia Terme grazie al sostegno di UniCredit attraverso Carta Etica, il programma con cui il Gruppo supporta iniziative a impatto sociale nei territori. Il progetto punta a trasformare il percorso di cura in un’occasione di crescita professionale, grazie a laboratori tecnologici, formazione digitale e strumenti avanzati come le stampanti sublimatiche. L’obiettivo è offrire competenze concrete e nuove opportunità di autonomia, favorendo l’integrazione sociale e l’accesso al mondo del lavoro.L’hub digitale rappresenta uno spazio di apprendimento e produzione dove innovazione e inclusione si incontrano, contribuendo a generare valore sociale per la comunità locale e a ridurre le barriere che spesso limitano i percorsi di vita dei giovani più fragili. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della banca a progetti che coniugano inclusione e crescita territoriale, con particolare attenzione alle aree del Sud dove la formazione rappresenta una leva strategica per ampliare le opportunità occupazionali.“Intervenire su formazione e inclusione – dichiara Ferdinando Natali Regional Manager UniCredit – significa agire su una delle principali leve di sviluppo del Sud. Con Carta Etica scegliamo di supportare progetti che mettano in connessione innovazione sociale e territorio contribuendo a creare opportunità concrete soprattutto per quei giovani che rischiano di restare ai margini dei percorsi tradizionali di crescita e occupazione”.“L’iniziatica – sostiene Luigi Tallarico, presidente Progetto Itaca Catanzaro Lamezia – nasce dall’idea che la fragilità non debba essere un limite. La collaborazione con UniCredit ci consente di introdurre strumenti tecnologici e metodologie formative orientate alla pratica, rafforzando il dialogo con famiglie, servizi sociali e comunità locali, trasformando il percorso terapeutico in una reale occasione di crescita e inserimento lavorativo”.Coinvolte realtà del terzo settore, formatori e stakeholder locali, tra cui il servizio diocesano Pastorale sociale e della salute diretto da don Francesco Farina, con l’obiettivo di costruire percorsi di inclusione che coniughino innovazione tecnologica e attenzione alle fragilità, contribuendo a generare impatto sociale e nuove prospettive per il territorio.

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