Mascheroni (Sinpe): “Nutrizione clinica ancora a macchia di leopardo tra le regioni” ‘Più rischio pazienti con neoplasie pancreas, testa-collo e apparato gastrointestinale’

Roma, 10 mar. (Adnkronos Salute) – “E’ fondamentale individuare precocemente i pazienti oncologici a rischio di malnutrizione per migliorare gli esiti clinici e la tolleranza alle terapie”. Lo ha detto Annalisa Mascheroni, segretario della Sinpe (Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo) e direttrice della Struttura di Nutrizione clinica dell’ospedale di Melegnano (Milano), intervenendo all’incontro stampa ‘Prevenzione e screening nutrizionali precoci: un nuovo capitolo per il paziente oncologico’, promosso dalla senatrice della Lega Elena Murelli (X Commissione del Senato), oggi a Roma.”Il supporto nutrizionale precoce è essenziale per migliorare gli esiti clinici nei pazienti oncologici – ha affermato – Per intervenire in modo tempestivo è necessario identificare subito i pazienti malnutriti o a rischio di malnutrizione. Questo è possibile grazie a strumenti di screening validati che abbiamo già a disposizione”. Una volta individuati i pazienti a rischio, è necessario avviare un trattamento nutrizionale idoneo adeguato. “L’intervento – ha spiegato Mascheroni – può consistere in counseling nutrizionale, supplementi nutrizionali orali oppure nutrizione artificiale, a seconda delle necessità cliniche”. Secondo l’esperta, però, in Italia l’accesso a questi interventi non è uniforme. “La situazione è ancora molto eterogenea tra le regioni. In alcune, come la Lombardia da cui provengo, lo screening nutrizionale è stato reso obbligatorio e i pazienti possono accedere a trattamenti nutrizionali orali, come gli Ons. In altre regioni, invece, queste opportunità non sono ancora garantite”. Per quanto riguarda i pazienti più a rischio di malnutrizione, Mascheroni ha indicato alcune tipologie di tumore particolarmente critiche. “Sono soprattutto i tumori del pancreas, dell’apparato gastrointestinale – come esofago e stomaco – i tumori testa-collo e il tumore del polmone. Queste patologie hanno un impatto nutrizionale particolarmente forte, non caso sono ‘big killer’ dal punto di vista nutrizionale”. “Detto questo – ha concluso – tutti i pazienti oncologici dovrebbero comunque essere sottoposti a una valutazione nutrizionale”.

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