“Don Pacifico Arcangeli, un’intensa gioventù” Treia riscopre un illustre figlio

Treia (MC) – “Il messaggio che deriva da don Pacifico Arcangeli è quanto mai attuale, soprattutto per i giovani. Gli ideali, i sentimenti e i valori che animavano la sua figura possono rappresentare un monito per recuperare i fondamenti su cui radicare la vita di ciascuno di noi”, lo ha detto il sindaco Franco Capponi. Il prof. Federico Teloni, docente all’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini”, ha moderato l’evento nella sala multimediale del Comune, che ha visto anche la presenza del Gonfalone della Città e la partecipazione di una delegazione degli studenti, testimonianza del forte legame tra scuola e territorio.

“Ringrazio Francesca Maccaglia per aver riscoperto un personaggio così importante quale don Pacifico Arcangeli e per l’opera redatta, che approfondisce in modo dettagliato la sua importante figura, restituendone i connotati e la passione che lo animava”, ha dichiarato il vicesindaco dott. David Buschittari.

Il dott. Ivano Palmucci, in qualità di delegato del vescovo della Diocesi di Macerata, Sua Eccellenza mons. Nazzareno Marconi, si è così espresso: “Queste nuove ricerche fatte dalla dottoressa Francesca Maccaglia riaprono il quadro, l’orizzonte su un personaggio che a Treia era un pochino dimenticato, don Pacifico Arcangeli. Il vescovo ha delegato me perché sono il responsabile dell’Archivio Diocesano, un archivio complesso che ha diverse sedi, Recanati, Cingoli, Treia, Tolentino e Macerata.  Il vescovo ringrazia per l’invito e si complimenta per il lavoro, in maniera specifica per questa occasione, in cui si ricorda l’eroico sacerdote il quale ha avuto i natali qui a Treia, in questa Diocesi che lui oggi governa, ed ha ricevuto anche il battesimo nella Cattedrale di Treia, quattro giorni dopo la sua nascita, il 18 marzo 1888, che poi ha aperto la sua strada, il suo futuro, facendolo diventare sacerdote e un sacerdote eroico. Voi direte, i tempi sono lontani. Treia era sotto la giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Camerino agli inizi del Novecento, è passata in amministrazione apostolica nella Diocesi di San Severino, poi quando negli anni ottanta si è verificata la concentrazione delle diocesi, è passata sotto Macerata. Oggi fa parte della Diocesi di Macerata guidata dal vescovo Nazzareno Marconi. Il 18 agosto 1918 don Ettore Bisso, che conosceva ed ha assistito nei suoi ultimi istanti don Pacifico, disse di lui: “Era un vero sacerdote, colto, esemplare, attivo, zelante, ma era anche un vero soldato amante dell’Italia, per la quale poi ha dato la sua vita, un eroe fino al sacrificio”. Quindi, ricordare oggi la sua figura è uno stimolo a coltivare la pace, e ad essere eroi come lui ma in un mondo di pace. Porto il saluto del vescovo, insieme al mio saluto personale, per il lavoro che ho potuto sommariamente guardare, ma dalla consistenza penso che è un lavoro scientificamente portato avanti e utilissimo per la conoscenza e la riscoperta di questo personaggio”, ha concluso il dott. Palmucci. Presente anche don Francisco José Parraga Antolinos, parroco a Passo di Treia.

Al dott. Palmucci hanno fatto seguito i saluti della Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini”, la prof.ssa Silvia Mascia Paola, il prof. Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, e la prof.ssa Cinzia Cecchini, presidente dell’Accademia Georgica di Treia.

“Cosa mi ha spinto qui. E perché, io che vengo da Orte, mi trovo in questa onorevolissima situazione, a margine di questo prestigioso evento, il San Patrizio Festival?”, ha dichiarato l’autrice. “C’è un legame tra Orte e Treia. Due cittadine che non sono lontane e che sono in contatto grazie a don Pacifico Arcangeli. A Treia infatti nacque don Pacifico, a cui ho dedicato questo studio e dedichiamo questa giornata, il quale poi crebbe ad Orte”. “La sua memoria – ha continuato l’autrice – è stata tramandata oralmente dalla generazione di donne della mia famiglia, di madre in figlia, ed è giunta fino a me. Il mio sforzo si è concentrato sulle preziosità che la storia ci offre, anche quella locale, la nostra”. “La storia che oggi presentiamo – ha sottolineato – è la storia di un “uomo comune”, protagonista d’una storia speciale, poiché, nella sua vicenda individuale possiamo vedere riflessi dei tanti aspetti di quella peculiare storia collettiva legata al passaggio tra Ottocento e Novecento in Italia. Un giovane del suo tempo, capace di spiccare in diverse, e anche coraggiose, maniere sue di essere. Sacerdote esemplare, eroe, M.O.V.M, tra i tre cappellani militari insigniti di medaglia d’oro nella Prima guerra mondiale, maestro e raffinato letterato. La ricerca si articola in cinque linee fondamentali: la documentazione biografica e i modelli di pedagogia cristiana rivolti ai giovani la Roma di fine Ottocento; la questione dei cattolici laici e il rapporto tra identità nazionale e identità cattolica; “l’altro Pacifico”, saggista, poeta e scrittore; la guerra, affrontata nelle due opere scritte al fronte, “Sotto la mitraglia” e “Da chi avemmo l’Italia”.

Il volume ha ottenuto i seguenti prestigiosi patrocini: Ordinariato Militare per l’Italia, Regione Lazio, Provincia di Viterbo, i Comuni di Orte e Treia, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, l’Istituto del Nastro Azzurro, l’Accademia Georgica di Treia e il Centro Studi Storici Maceratesi.

L’azione del cappellano militare si manifesta attraverso la testimonianza della vita, l’annuncio del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia e dei Sacramenti, l’ascolto paziente e l’accompagnamento spirituale. Egli si pone anche al servizio del dialogo tra i popoli, le culture e le religioni, testimoniando una Chiesa che si fa strumento di unità. La memoria di don Pacifico Arcangeli è una grazia feconda per la Chiesa e per il nostro tempo, nel quale spesso prevalgono l’incertezza e la frammentazione.

La cerimonia si è conclusa con il firmacopie dell’autrice e le foto di rito.

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