Vivere con endometriosi, per 1 donna su 4 pesa sui percorsi formativi e lavorativi Studio Cattolica campus di Milano che ha coinvolto 971 italiane con diagnosi

Roma, 23 mar. (Adnkronos Salute) – Dolore cronico, affaticamento, disturbi del sonno: questi e altri sintomi tipicamente associati all’endometriosi possono compromettere la qualità della vita. Tra le donne che ne soffrono, fino a una su 4 può sperimentare un impatto rilevante sui percorsi formativi e lavorativi, soprattutto quando i sintomi compaiono in adolescenza e la diagnosi arriva in ritardo. Lo studio suggerisce che in Italia circa 306mila donne potrebbero incontrare difficoltà nei percorsi formativi e circa 396mila limitazioni nella vita lavorativa a causa della malattia. È la realtà tratteggiata da un’indagine condotta presso l’Università Cattolica, campus di Milano, che ha coinvolto 971 donne italiane con diagnosi di endometriosi. La ricerca, pubblicata sulla rivista ‘Bmc’ Psychology, è stata coordinata dalla professoressa Federica Facchin, Associata di Psicologia dinamica al Dipartimento di Psicologia e condotta in collaborazione con esperti dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Irccs Ca’ Granda ispedale Maggiore Policlinico di Milano, e con il supporto dell’Associazione Progetto Endometriosi (Ape-Odv). Lo studio esce proprio nel mese dedicato a livello internazionale alla consapevolezza sull’endometriosi.L’indagine condotta dai ricercatori italiani evidenzia “che l’impatto della malattia sulle esperienze formative e lavorative delle donne è particolarmente significativo quando i sintomi compaiono durante l’adolescenza e si associano a un ritardo diagnostico”. Nel campione complessivo, “l’endometriosi ha un impatto da moderato a elevato sul percorso di studi in circa una donna su sei, quota che sale fino a quasi una su quattro tra coloro che hanno manifestato i sintomi in adolescenza e hanno ricevuto una diagnosi tardiva, ovvero il gruppo più a rischio – si legge nella nota della Cattolica – In questo sottogruppo, il 55% ha riportato frequenti assenze scolastiche, il 38% una riduzione del rendimento e il 34% difficoltà nella preparazione di esami o test a causa del dolore. Anche nella vita lavorativa l’endometriosi ha un impatto rilevante: circa una donna su cinque (22%) riporta un impatto moderato-alto sul proprio percorso professionale, percentuale che sale fino a oltre una su quattro (28%) tra le donne con esordio precoce dei sintomi e ritardo diagnostico. Tra gli aspetti più critici emerge il cosiddetto ‘presenteismo’, ovvero la tendenza a recarsi al lavoro nonostante i sintomi, con una conseguente riduzione della produttività”.Lo studio evidenzia inoltre come l’endometriosi “possa contribuire a disuguaglianze sociali. Il 24% delle partecipanti, ad esempio, ha riportato episodi di discriminazione sul lavoro, percentuale che sale a circa il 29% nel sottogruppo con esordio dei sintomi in adolescenza e ritardo diagnostico. Inoltre, molte donne riferiscono di aver dovuto modificare i propri percorsi formativi e professionali, rinunciando ad alcune opportunità o adattando le proprie scelte alle limitazioni imposte dalla malattia. L’analisi ha inoltre identificato un ‘processo a cascata’: l’insorgenza dei sintomi in adolescenza danneggia il percorso di istruzione, il quale, a sua volta, pregiudica le opportunità lavorative future.”Proiettando i risultati dello studio sulle stime dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui circa 1 milione e 800 mila donne in Italia convivono con una diagnosi di endometriosi, si può stimare che circa 306.000 donne possano incontrare sfide nei percorsi formativi e circa 396.000 difficoltà lavorative moderate o rilevanti associate alla malattia. L’adolescenza è il periodo critico in cui si modella la traiettoria di vita delle donne con endometriosi. La diagnosi precoce e una maggiore consapevolezza in ambito scolastico, universitario e professionale sono essenziali non solo per la salute, ma per garantire la parità di opportunità e proteggere il potenziale di vita delle donne”, conclude la professoressa Facchin.

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