Evento promosso dall’Unione Cattolica Stampa Italiana Ucsi Catania, con la partecipazione, tra i relatori, di Monsignor Luigi Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania. Il seminario è valido per l’attribuzione di crediti formativi ai giornalisti partecipanti. A Catania il 29 aprile 2026 – dalle ore 16:00 alle 19:00, presso il Palazzo Ardizzone Gioeni
Domenica Puleio
Nel cuore pulsante di Catania, lungo quella Via Etnea che è asse simbolico e identitario della città, il Palazzo “Ardizzone Gioeni” si prepara ad accogliere il 29 aprile 2026 – dalle ore 16:00 alle 19:00 un appuntamento promosso dalla sezione catanese di UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana che unisce riflessione, spiritualità e responsabilità narrativa: “Giubileo Agatino. Le reliquie, la devozione e la fede”.
Un incontro che si presenta non come semplice convegno, ma come un laboratorio destinato in particolare al mondo dell’informazione, chiamato oggi più che mai a raccontare il sacro senza banalizzarlo, a interpretare la devozione senza ridurla a folklore, a restituire profondità a ciò che, per i catanesi, è identità.
Al centro del dibattito si staglia la figura di Sant’Agata, la giovane martire che da secoli rappresenta non soltanto la fede, ma anche la resistenza, la dignità e la speranza di un popolo. Il Giubileo Agatino diventa così occasione per rileggere la sua eredità alla luce del presente.
A introdurre e moderare i lavori sarà il giornalista Lucio Di Mauro, presidente UCSI Catania, affiancato nei saluti da don Giuseppe Longo, consulente ecclesiastico dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Un’apertura che già definisce il perimetro dell’incontro: il dialogo tra Chiesa e informazione.
Tra i momenti più attesi, l’intervento dell’ingegnere Salvatore Calogero offrirà una ricostruzione puntuale e suggestiva del percorso delle reliquie agatine, dalla prima sepoltura del 251 fino alla storica traslazione del 1126. Un viaggio nel tempo che è anche viaggio nella memoria collettiva, dove la storia si intreccia con la devozione popolare.
A seguire, il professor Sandro Torrisi analizzerà il ruolo delle associazioni agatine, realtà che custodiscono e rinnovano ogni anno una tradizione che non è mai statica, ma continuamente reinterpretata.
Una parte del seminario sarà dedicata al linguaggio dell’informazione. La giornalista Rossella Jannello interverrà su “Come raccontare il Giubileo”, mentre Marco Pappalardo, giornalista, docente e direttore dell’Ufficio Pastorale Scolastica dell’Arcidiocesi di Catania, proporrà una riflessione dal titolo “Sant’Agata, giovane per i giovani”.
Giuseppe Carbonaro, presidente dell’associazione “Amici del Rosario”, interverrà su “Evangelizzare tra i cordoni nell’anno del Giubileo Agatino”, analizzando le modalità di presenza e testimonianza durante le celebrazioni.
Per una Chiesa che dialoga, a dare profondità teologica e pastorale all’incontro sarà Monsignor Luigi Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania, con una relazione dal titolo: “Sui passi di S. Agata per rendere ragione della nostra speranza”. Un contributo pastorale che promette di coniugare spiritualità e impegno cristiano, indicando nella testimonianza agatina una chiave di lettura per il presente.
A completare il quadro, gli interventi dei rappresentanti delle associazioni agatine e del mondo giornalistico, tra cui Carmelo Grasso, presidente del Comitato Festa di Sant’Agata, e i giornalisti Gaetano Rizzo giornalista e presidente regionale U.C.S.I., Salvo Di Salvo, giornalista U.C.S.I. Siracusa, e Giuseppe Adernò, gia preside, giornalista e presidente emerito U.C.S.I. Catania.
L’incontro si svolgerà presso gli studi “CinemaSet”, al primo piano del Palazzo “Ardizzone Gioeni”, con accesso da Via Etnea 597 e parcheggio interno disponibile.
Il seminario è valido ai fini dell’attribuzione di tre crediti formativi per i giornalisti partecipanti e si inserisce nel percorso di approfondimento promosso dall’Unione Cattolica Stampa Italiana. Ma al di là dell’aspetto formativo, ciò che emerge è la volontà di costruire una narrazione consapevole del Giubileo Agatino.
Perché raccontare Sant’Agata significa, in fondo, raccontare Catania stessa: le sue ferite, la sua resilienza, la sua fede. E in questo racconto, il giornalismo è chiamato non solo a informare, ma a comprendere. @Riproduzione riservata