Emofilia, De Angelis (Fnomceo): “Formazione diffusa dei medici per continuità cure”

Roma, 13 apr. (Adnkronos Salute) – “A causa dei pensionamenti c’è il rischio di avere meno colleghi che possano occuparsi di questa patologia, l’emofilia. Ecco che allora la formazione di tutti i medici e di tutti gli specialisti che si possano incontrare nel percorso assistenziale del paziente con malattie emorragiche congenite diventa essenziale”. Lo ha detto Verena De Angelis, consigliere del Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri – Fnomceo, al convegno per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia (17 aprile), promosso da FedEmo a Roma.”Quando parlo di medici mi riferisco a chi si occupa di medicina generale, al pediatra di libera scelta, al ginecologo, all’odontoiatra – spiega De Angelis – Ecco perché è essenziale fornire a tutti competenze tali da individuare precocemente il paziente con questo tipo di malattia, così poi da riferire un quadro clinico completo ai centri specialistici; una formazione diffusa capillarmente garantisce equità nella fornitura del risultato ma anche un certa correttezza nella cura”. “La Fnomceo – sottolinea il consigliere – ritiene necessario riallineare la preparazione specialistica alle esigenze dei centri che assistono pazienti con patologie emorragiche congenite, è l’elemento più importante che abbiamo. L’Ordine dei medici è un ente sussidiario dello Stato, quindi ha il compito di vigilare sulla validità dello stato di salute dei pazienti, però non siamo né il ministero né l’università, per cui possiamo interagire con loro verificandone i punti deboli; non ci resta che insistere sulla formazione a tappeto – conclude – magari con eventi specifici diffusi su tutto il terirtorio nazionale”.

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