Roma, 11 mag. – (Adnkronos) – “A 80 anni di distanza, rivivere quest’anniversario non è soltanto un dovere di memoria e nemmeno una semplice celebrazione. Il rischio degli anniversari tondi, come gli ottantesimi, è proprio quello di trasformarsi in una ritualità. Invece il significato del 2 giugno nella nostra storia ci offre ancora oggi strumenti utili per comprendere la realtà del Paese e il rapporto tra cittadini e istituzioni”. Lo ha dichiarato Umberto Gentiloni Silveri, professore ordinario di Storia contemporanea all’università degli Studi di Roma La Sapienza, intervenendo all’archivio storico del Quirinale durante l’incontro dedicato agli 80 anni della Repubblica italiana, promosso con la partecipazione della Fondazione Lottomatica.Nel corso del suo intervento, Gentiloni Silveri ha ripercorso le origini della Repubblica e della Costituzione italiana, sottolineando come il referendum del 2 giugno 1946 continui a rappresentare un passaggio centrale nella costruzione dell’identità democratica del Paese. “Quel momento storico lontano – ha spiegato – può ancora darci stimoli e strumenti per leggere il presente, non solo sul piano istituzionale ma anche sul rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini”.Il professore si è poi soffermato sul ruolo svolto dai protagonisti della stagione costituente, indicando nel compromesso uno degli insegnamenti più attuali lasciati in eredità alla democrazia italiana. “Chi lavorò alla scrittura della Costituzione cercò un punto di equilibrio pur partendo da posizioni molto diverse e spesso contrapposte su temi fondamentali – ha osservato – L’eredità più grande di quella stagione – ha aggiunto – è proprio la capacità di trovare un equilibrio orientato all’interesse generale. Ognuno rinunciò a qualcosa, ma riuscì a contribuire alla costruzione di un bene comune che ha attraversato buona parte della storia successiva del nostro Paese”.