Bernini celebra gli infermieri: “Da 100 anni presenza essenziale” ‘Con le nuove lauree magistrali specialistiche abbiamo dato all’infermieristica più competenze, più autonomia e più capacità di incidere davvero nei percorsi di cura’

Roma, 12 mag. (Adnkronos Salute) – “Cento anni di sapere infermieristico non sono una linea del tempo, sono una presenza continua, discreta, essenziale, perché la differenza tra essere curati e sentirsi davvero al sicuro è nel vostro volto. L’infermiere è la soglia, il punto di equilibrio tra tecnica e ascolto”. Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, in un videomessaggio inviato alla presidente della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, per le celebrazioni della Giornata internazionale dell’infermiere in corso all’Auditorium Antonianum di Roma, dal titolo ‘Un secolo di sapere infermieristico – Nati per prendersi cura, formati per eccellere’. “E’ la medicina che diventa relazione, è chi traduce la complessità della scienza in qualcosa che un paziente può capire, sentire e quindi affrontare – sottolinea Bernini – Non è solo assistenza, è orientamento dentro i momenti più fragili della vita. E oggi questa vostra responsabilità cresce, diventa ancora più nitida, più forte, più riconosciuta”.”Con le nuove lauree magistrali specialistiche abbiamo dato all’infermieristica proprio lo spazio che merita – ricorda il ministro – Più competenze, più autonomia, più capacità di incidere davvero nei percorsi di cura. Dal sostegno in famiglia all’emergenza, fino alle specializzazioni più avanzate, stiamo costruendo un modello che non rincorre i bisogni, ma li anticipa”. “Un modello in cui il sapere non si accumula, ma si trasforma in risposte. Perché la sanità non si misura solo in posti letto o nuove tecnologie, ma in presenza – precisa Bernini – E la vostra presenza fa la differenza tra una persona che si sente sola e un sistema che funziona”. “Cent’anni lo dimostrano, ma soprattutto – ha concluso il ministro – ci dicono chiaramente che quando tutto vacilla c’è sempre qualcuno che resta. E quel qualcuno siete voi, con la vostra professionalità e con quell’umanità che non si insegna e non si improvvisa”.

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