Nasce un sistema di telemedicina a Longobucco(CS).
Un filo storico che parte da Guglielmo Marconi, passa per il Prof. Gabriele Falciasecca — presidente della Fondazione Marconi e suo discendente — e arriva oggi a un sistema di telemedicina concreto e funzionante. Scienza, storia e territorio si intrecciano: un esempio di come l’innovazione nasca sempre da studio e metodo
La Regione Calabria, dopo 17 anni di commissariamento, festeggia un sistema di telemedicina a Longobucco, e lo fa utilizzando dei braccialetti sanitari. Si svelano così magnifiche coincidenze. Questa è la sfida più importante per tutti coloro che, con onestà intellettuale, desiderano una Calabria anche al secondo posto. Non c’è classifica che non ponga la Calabria sempre negli ultimi posti, e questo ormai è accettato senza domandarsi il perché. Esiste invece il malvezzo, quasi come una distrazione di massa, di pensare di essere sempre primi della classe, quando il tentativo di aumentarne la reputazione si diffonde mediante messaggi effimeri invece di approfondire i processi educativi e valorizzare di più la scuola e le università che forgiano il Capitale Umano di cui tanto si sente la mancanza. Vista la fuga continua e lo spopolamento inesorabile, occorre reinventarsi nuove opportunità per la persona e per il territorio.
Porto un esempio importante: le Regioni Toscana, Veneto e Lombardia, tutte a Statuto Ordinario, hanno testato l’Autonomia Differenziata con l’obiettivo, nella simulazione, di valutare se essa fosse utile o no. Uno degli obiettivi più importanti fu proprio quello della crescita dei posti di lavoro. Oggi le tecnologie sono mature. Un esempio di utilizzo dell’IA, attraverso agenti circostanziati all’argomento, è stato quello di rintracciare il fabbisogno quantitativo basandosi sulle norme vigenti per garantire sul territorio il servizio di un’Assistente Sociale. I risultati devono essere analizzati molto attentamente, perché molto spesso la norma non rispecchia la realtà. Fatta questa premessa, torniamo ai braccialetti sanitari di Longobucco.
Il primo sistema di telemedicina al mondo lo fondò Guglielmo Marconi con il Centro Radio Medico per la tutela sanitaria dei naviganti in tutti i mari del mondo, nel 1935. Il Centro Internazionale Radio Medico (CIRM) è una storica fondazione nata nel 1934-1935 per fornire assistenza medica via radio a navi e naviganti, con un legame profondo con Guglielmo Marconi. Il connubio tra Marconi e il medico dott. Guido Guida fu di straordinaria intuizione: lo scopo era quello di dare assistenza medica gratuita via radio. Oggi quel progetto lo possiamo definire l’antesignano della moderna telemedicina. Il CIRM, definito anche “l’ospedale in mare”, opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fornendo ai marittimi e ai passeggeri assistenza medica prima via telegrafo senza fili, poi in voce e ora anche attraverso internet, con posta elettronica, immagini e invio a distanza di risultati diagnostici quali, per esempio, gli elettrocardiogrammi. Il connubio tra il genio radiofonico di Marconi e la visione medica di Guida ha permesso di salvare migliaia di vite in mare nei oltre 90 anni di attività.
Prima ancora, nel marzo del 1912, Marconi seguì personalmente l’installazione della stazione radiotelegrafica del transatlantico Titanic. Per fortuna Marconi partì qualche giorno prima e non era a bordo. Grazie ai marconisti presenti sulla nave fu lanciato il messaggio di soccorso al momento dell’impatto con l’iceberg e, fortunatamente, quel messaggio fu raccolto da una nave vicina: dei circa 3.000 passeggeri ne furono salvati 700.
Degno successore di Marconi è stato il Prof. Gabriele Falciasecca, scomparso purtroppo nel 2024, Docente Ordinario dell’Università di Bologna e Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi dal 1997 al 2022. È stato anche docente di chi scrive, lasciando un grande insegnamento: agire per risolvere i problemi sempre con metodo.
Nel luglio del 2019 viene assegnato al Prof. Gabriele Falciasecca il Premio Bruno di Longobucco. Falciasecca è considerato da molti, a livello mondiale, il primo assoluto sostenitore di Marconi e della sua opera, specialmente nei campi socialmente utili, ovvero quello di utilizzare le sue scoperte sulle onde radio ai fini delle applicazioni in medicina. Il premio è molto appropriato anche perché Bruno da Longobucco fu medico eccelso, tramandato a noi nel suo maestoso componimento sulla medicina, in calce al quale si firma: “Ego Brunus gente Calaber patria Longoburgensis” (Treccani), rimandando al mittente le considerazioni di molti che volevano il luogo di nascita a Padova o Bologna, dove aveva esercitato l’attività di medico e insegnato medicina. Un’altra magnifica coincidenza è che il Prof. Falciasecca aveva dei discendenti proprio a Longobucco: Marco De Simone, oggi Responsabile del Museo di Longobucco e della Comunicazione del Comune, è primo cugino del Prof. Gabriele Falciasecca.
In queste brevi note sono evidenziate ricerche che, molte delle quali, divennero progetti reali a favore dell’industria italiana o start-up per le stesse Amministrazioni Pubbliche. Pensiamo ai vantaggi che ebbe la Sanità della Regione Emilia-Romagna nell’avere nel proprio territorio un Centro di Eccellenza riconosciuto a livello mondiale, qual era la Fondazione Guglielmo Marconi, che ha avuto un’eccezionale visibilità mondiale per le ricerche non solo teoriche ma anche pratiche sulle onde radio e l’Internet delle Cose per trasporti terrestri, aeronautica, telemedicina, comunicazioni mobili e personali. Di seguito riportiamo i campi che la Fondazione Marconi portò avanti nel lungo periodo in cui fu Presidente il Prof. Gabriele Falciasecca, figura chiave nella ricerca italiana. La Fondazione Guglielmo Marconi ha promosso studi avanzati non solo sulla storia marconiana — Falciasecca curò personalmente il Museo di Pontecchio Marconi, sede della Fondazione, apprezzato da tutto il mondo — ma anche sullo sviluppo delle tecnologie di comunicazione, inclusi i sistemi mobili e le applicazioni tecnologiche in sanità, ambiti strettamente legati alla telemedicina: A) sorveglianza sanitaria a distanza dei pazienti cronici; B) sistema domiciliare di telemedicina wireless, con sviluppo di sistemi basati su sensori indossabili e dispositivi medici connessi in rete per il monitoraggio domiciliare dei parametri vitali, quali pressione arteriosa, saturazione ed elettrocardiogramma, in pazienti con patologie croniche; C) telemedicina d’emergenza e soccorso con ambulanze connesse, attraverso l’uso di reti mobili avanzate per consentire la trasmissione in tempo reale dei dati clinici dei pazienti ai reparti di cardiologia o pronto soccorso prima dell’arrivo del mezzo; D) interazione satellitare e terrestre, con integrazione della comunicazione mobile per assicurare la continuità del segnale anche in aree montane o isolate; E) reti 5G e Sanità Digitale con spin-off; F) telemedicina nei Paesi in via di sviluppo, con studi sulla realizzazione di moduli medici portatili a basso costo capaci di trasmettere dati clinici via onde radio anche tramite satellite, e progetti mirati a portare l’assistenza medica specialistica a distanza in aree rurali o prive di infrastrutture ospedaliere adeguate, superando così il digital divide.
Tra le tante pubblicazioni scientifiche occorre ricordare il libro “Dopo Marconi il diluvio universale”, nel quale Falciasecca era solito citare, in merito all’evoluzione tecnologica: “Con la radio, l’umanità ha iniziato a superare i limiti biologici e fisici, inaugurando l’era in cui le macchine e i media digitali influenzano le nostre abitudini e la nostra cultura.”
Oggi Longobucco diventa laboratorio di vita, grazie a Marconi e a Falciasecca, che ha avuto i suoi avi nati proprio a Longobucco. E tutto questo è frutto di studio, di metodo, di reingegnerizzazione dei processi. Il sistema Longobucco non deve passare solo come la distribuzione di braccialetti salva-vita: è un sistema digitale che realizza un complesso di telemedicina che prima dell’avvio della sperimentazione sul campo non esisteva. Oggi esiste e funziona, il che vuol dire che qualcuno ha studiato e ha reingegnerizzato il processo. Il paziente prima doveva recarsi fisicamente dal medico percorrendo anche 40 chilometri; oggi non più. Occorre dare merito a chi propone un sistema moderno come quello dei braccialetti sanitari, che rappresenta la più importante applicazione dell’Internet delle Cose. Il sistema, costituito dai dispositivi coinvolti, dalla rete di telecomunicazioni e dal back-office sanitario, è sorretto dal personale sanitario addestrato a interpretare in tempo reale situazioni di rischio o emergenza per l’assistito, consentendo un concreto efficientamento sanitario. In Calabria non è importante dire di essere arrivati per primi: l’importante è comunicare bene che si è raggiunto un risultato che rappresenta uno standard di qualità, una best practice, e conoscere anche da dove sono partiti questi risultati. Occorre avere la consapevolezza che tali risultati si ottengono grazie a un continuo studio, alla ricerca, al confronto e allo scambio di idee. In Calabria spesso non si riescono nemmeno a esprimere i bisogni di una collettività, perché il vero virus da combattere è l’egocentrismo. Mi auguro di sbagliarmi.
Il Prof. Giovanni Bisignani, coordinatore della Cardiologia dell’ASP di Cosenza, ribadisce che il sistema Longobucco è un nuovo modo di erogare servizi sanitari ai cittadini, perché non si tratta solo del braccialetto: esiste un sistema complesso di monitoraggio da parte di operatori sanitari specializzati, in carne e ossa. Non è un algoritmo dell’Intelligenza Artificiale a chiamare l’ambulanza in caso di necessità di soccorso. Il Prof. Bisignani è attualmente Direttore della UOC di Cardiologia–UTIC–Emodinamica dell’Ospedale “Ferrari” di Castrovillari e coordinatore della Cardiologia dell’Azienda Sanitaria di Cosenza (ASP). È inoltre responsabile di progetti pionieristici di telecardiologia e assistenza digitale, volti a ridurre le distanze tra l’ospedale e il domicilio del paziente, con focus particolare sul monitoraggio di anziani e persone fragili.
La semplicità di un dispositivo sul campo — il braccialetto — è il risultato di studi e applicazioni di metodi e protocolli: non bisogna pensare ad alchimie, ma a sistemi complessi di telemedicina in cui la componente umana, i medici e gli operatori sanitari di monitoraggio, il digital divide, la continuità della rete elettrica, le famiglie, i cittadini, le Amministrazioni e il paziente fanno tutti parte del sistema. Una vera e propria filiera sanitaria in cui il principio del Miglioramento Continuo deve essere la prassi accettata. Solo così si comprende il valore della sperimentazione, e il sistema diventa un fiore all’occhiello per la Calabria e in particolare per il Comune di Longobucco, che può vantare, attraverso il Prof. Falciasecca, un primato di avanguardia mondiale.
Photocover: il prof. Bisignani mentre dialoga con un operatore sanitario; alla sua sinistra l’addetto al monitoraggio dei pazienti che utilizzano il braccialetto; foto in alto a destra dott.ssa Serena Pignataro mentre spiega le funzionalità del sistema ai pazienti e ai cittadini di Longobucco; in basso a sinistra, un momento della premiazione del Prof. Falciasecca, a sinistra nella foto il Sindaco di Longobucco dott. Giovanni Pirillo, al centro il prof. Falciasecca Gabriele e la giornalista dott.ssa Fabrizia Arcuri; foto in basso a destra Mario De Simone Responsabile del Museo e della Comunicazione del Comune di Longobucco insieme al Prof. Gabriele Falciasecca.
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