Nel richiamo di Papa Leone XIV a costruire ponti e non muri, la Festa di Santa Rita rilancia il perdono come risposta all’odio e ai conflitti che attraversano Ucraina e Medio Oriente
Cascia (PG), 22 maggio 2026 – «Nel tempo delle guerre e delle divisioni, Santa Rita continua a parlare al cuore dell’umanità con un messaggio semplice e potentissimo: il male si vince solo con il bene. La sua vita ci insegna che il perdono non è debolezza, ma forza; che la pace nasce dalla misericordia, dalla capacità di ricucire le ferite e di restare umani anche nel dolore. Oggi più che mai il mondo ha bisogno dello spirito di Santa Rita». Con queste parole Suor Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero Santa Rita da
Padre Farrell, M.Grazia Cossu, il sindaco di Cascia
Cascia, commenta la conclusione della Festa dedicata alla Santa degli impossibili, che anche quest’anno ha portato a Cascia migliaia di pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero. Per giorni la città si è trasformata in un luogo di fede, preghiera, riconciliazione e speranza, con una straordinaria partecipazione di fedeli. «Le parole ascoltate in questi giorni – aggiunge la Badessa – ci richiamano con forza anche al magistero di Papa Leone XIV, che continua a indicare alla Chiesa e al mondo la strada della pace, del dialogo e della dignità di ogni persona. Ho avuto la gioia di incontrarlo personalmente il 20 maggio in Piazza San Pietro, in occasione della benedizione della Fiaccola del Perdono e della Pace. Mi hanno colpito la sua umiltà, la sua familiarità e la sua straordinaria capacità di accoglienza. Posso davvero ribadire ciò che dissi il giorno della sua elezione: “Abbiamo un Papa in famiglia”. Mi ha riconosciuta subito, ha salutato con affetto anche i padri agostiniani e la sensazione è stata quella di incontrare una persona di famiglia, pur sapendo di trovarsi davanti alla guida della Chiesa universale. Papa Leone XIV richiama costantemente il mondo alla responsabilità della pace, invitando a costruire ponti anziché muri, a favorire il dialogo e a custodire la dignità di ogni essere umano, soprattutto dei più fragili e di chi soffre a causa delle guerre. Ci ha assicurato la sua preghiera e noi abbiamo assicurato la nostra per lui. In questo sentiamo una profonda sintonia con il messaggio di Santa Rita, donna di pace e di riconciliazione, che continua a insegnarci come il bene possa vincere il male».
SOLENNE PONTIFICALE DEL CARDINALE S.E. STANISŁAW DZIWISZ. A presiedere il Solenne Pontificale del 22 maggio è stato il Cardinale
Cardinale Stanisław Dziwisz
Stanisław Dziwisz, Arcivescovo emerito di Cracovia e storico segretario di San Giovanni Paolo II. Nel cuore della sua omelia il richiamo alla testimonianza sempre attuale della Santa di Cascia, capace di trasformare la sofferenza in amore e riconciliazione. «Santa Rita continua a parlare ai cuori degli uomini e delle donne del nostro tempo», ha affermato il Cardinale, ricordando come la sua vita, segnata dal dolore, dalla perdita e dalla prova, sia diventata una testimonianza luminosa di fede, speranza e carità. Una santità concreta, ha sottolineato, che non si è lasciata vincere dal male, ma ha saputo rispondere con il bene, facendo del perdono e della pace il centro della propria esistenza.
Richiamando le parole di San Paolo – «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» – il Cardinale Dziwisz ha indicato in Santa Rita un esempio quanto mai attuale per un mondo attraversato da guerre, divisioni e violenze.
Il Cardinale ha poi evidenziato il segreto della sua forza spirituale: il legame profondo e costante con Cristo. «Ha costruito la casa della sua vita sulla roccia che è Gesù Cristo», ha ricordato, richiamando il Vangelo della vite e dei tralci. Solo rimanendo uniti a Cristo, ha spiegato, è possibile portare frutti di bene, trasformare il dolore in amore e diventare autentici costruttori di pace. Nella parte conclusiva dell’omelia, il Cardinale Dziwisz ha invitato i fedeli a seguire l’esempio della Santa, mettendo Dio al centro della propria vita e contribuendo alla costruzione di una vera «civiltà dell’amore». Un appello accompagnato da una preghiera per la pace nel mondo, in particolare per l’Ucraina e il Medio Oriente, e per il ministero di Papa Leone XIV, nel segno di quella spiritualità agostiniana che unisce il Pontefice, Santa Rita e la comunità religiosa di Cascia.
OMELIA DEL PRIORE GENERALE DEGLI AGOSTINIANI, PADRE JOSEPH FARRELL.
Profondamente legata al carisma agostiniano è stata l’omelia pronunciata da Padre Joseph Farrell, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, che ha scelto come parola chiave il verbo evangelico “rimanere”, indicandolo come la via per attraversare le prove della vita senza perdere la fede e la speranza. Richiamando il Vangelo della vite e dei tralci, Farrell ha ricordato che «chi rimane in Cristo porta frutto» e che proprio questo è stato il segreto della santità di Rita: una donna che, pur segnata dal dolore, dalla perdita e dalla sofferenza, non si è mai allontanata da Gesù. «Santa Rita ha conosciuto il dubbio, il dolore e la sofferenza, ma è rimasta sempre fedele a Cristo», ha sottolineato il Priore Generale. «Con la forza della fede e il dono della sapienza ha saputo trasformare il conflitto in pace e l’odio in riconciliazione. Come un tralcio unito alla vite, ha portato frutti di bene che continuano a parlare al mondo ancora oggi».
Un messaggio particolarmente attuale in un tempo segnato da guerre, divisioni e tensioni internazionali. Per Farrell, l’esempio della Santa degli impossibili mostra che solo rimanendo saldamente uniti a Cristo è possibile diventare autentici costruttori di pace. «Anche noi siamo chiamati a rimanere in Gesù con perseveranza, fede e amore. Senza di Lui non possiamo portare frutti di pace, di fraternità e di speranza», ha affermato, invitando i fedeli a fare della propria vita una testimonianza concreta del Vangelo. Nel concludere l’omelia, il Priore Generale ha affidato alla preghiera di Santa Rita tutti coloro che soffrono e ha invitato a chiedere «la grazia di perseverare nella fede e nell’amore», affinché, come la Santa di Cascia, ciascuno possa diventare nel mondo un segno credibile di pace e riconciliazione.
LA FIACCOLA BENEDETTA DAL PAPA TORNA A CASCIA: UN PONTE DI PACE TRA CHICAGO E LA TERRA DI SANTA RITA.
Dopo essere stata accesa a Chicago, città natale di Papa Leone XIV e città scelta per il Gemellaggio di Fede 2026 con Cascia, la Fiaccola del Perdono e della Pace ha ricevuto il 20 maggio la benedizione del Pontefice durante l’Udienza Generale in Piazza San Pietro. Un gesto dal forte valore simbolico che ha evidenziato il legame speciale tra il Papa agostiniano, Santa Rita e Cascia. La sera del 21 maggio la Fiaccola è giunta a Cascia accompagnata dalla consueta festa e da una
Fiaccola benedetta dal papa
delegazione proveniente anche da Chicago. Ad accoglierla il sindaco Mario De Carolis, che ha sottolineato l’importanza di un gemellaggio reso unico dal profondo intreccio spirituale e umano che unisce la città americana, luogo di nascita del Pontefice, alla terra di Santa Rita.
Il ritorno a Cascia della fiaccola
Un legame confermato anche dal Rettore della Basilica, Padre Giustino Casciano, che dopo l’incontro con il Santo Padre ha ribadito il profondo affetto di Leone XIV per Cascia e la sua sincera devozione verso Santa Rita. Un percorso che ha accompagnato una Festa interamente dedicata ai temi della pace, del perdono e della riconciliazione, oggi più che mai attuali in un mondo segnato da guerre e divisioni.
RIVIVI GLI EVENTI IN STREAMING
Gli eventi più partecipati sono stati il Solenne Pontificale, la Supplica e la Benedizione delle Rose, che possono essere rivisti in diretta streaming sui canali Facebook, Instagram e YouTube del Monastero.
IL BRACCIALE PER LA FESTA DI SANTA RITA. La Festa di Santa Rita si traduce anche in solidarietà attraverso la Fondazione del Monastero per sostenere i fragili. In occasione della Festa 2026 prende il via la raccolta fondi per l’Oasi Santa Rita, progetto che sorgerà a Porto Recanati per offrire accoglienza sul mare a persone con disabilità e ai loro caregiver per il diritto alla vacanza. Un luogo inclusivo e accessibile, pensato per promuovere autonomia, dignità e qualità della vita, affinché la vacanza possa diventare davvero un diritto per tutti.
Monastero e Fondazione Santa Rita da Cascia
Il Monastero è il luogo storico dove Santa Rita (1381-1457), considerata la Santa dei Casi Impossibili, visse 40 anni come monaca agostiniana. Oggi, come ieri, le monache agostiniane che vi sono ospitate esprimono la propria consacrazione a Dio attraverso il silenzio, la preghiera, le attività di cura degli spazi, tra cui l’orto, il pollaio e le arnie, e un quotidiano servizio al prossimo, quali il Ministero della Consolazione e le opere di carità, a partire dal progetto di accoglienza dell’Alveare, ideato nel 1938 da Beata Maria Teresa Fasce, la storica Badessa che ha trasformato il volto di Cascia e reso mondiale il culto di Santa Rita. Nel 2012, per rendere più strutturata e sostenibile la loro carità, le monache hanno creato la Fondazione Santa Rita da Cascia ETS, da poco diventata Ente Filantropico, che oggi opera per sostenere i più fragili non solo in Italia ma in tutto il mondo, tra Filippine, Africa, Perù e Libano.
Per maggiori informazioni santaritadacascia.org