Binetti (Organon): “Le donne vivono più a lungo ma con più anni di malattia” ‘Fondamentale intervenire prima e in modo multidisciplinare’

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) – “Le donne vivono più a lungo, ma spesso trascorrono molti anni in condizioni di salute non ottimali. Per questo è fondamentale intervenire prima, accompagnandole in ogni fase della vita con un approccio integrato e multidisciplinare”. Lo ha dichiarato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia, intervenuta all’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni Donna’ – promosso da Organon Italia oggi a Roma – che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna.”Abbiamo scelto una missione distintiva: essere al fianco delle donne lungo tutto il loro percorso di vita, dalla contraccezione alla pianificazione familiare, fino alla menopausa e alla gestione delle patologie croniche e delle comorbilità – ha spiegato Binetti – Ma il tema centrale resta la consapevolezza: molte donne conoscono ancora poco i cambiamenti legati alle diverse fasi della vita e le possibilità di prevenzione e cura disponibili”. Secondo l’Ad di Organon Italia, è necessario superare un approccio frammentato alla salute femminile: “La donna ha bisogni complessi che devono essere affrontati a 360 gradi. Per questo è essenziale mettere in rete medicina generale e specialistica, evitando percorsi discontinui, duplicazioni di esami e sprechi per il Servizio sanitario nazionale”.Binetti ha inoltre richiamato l’attenzione sulla ‘predisposizione di genere’ nell’approccio alle cure: “Le donne affrontano molte patologie in modo diverso rispetto agli uomini. Lo vediamo, ad esempio, nell’ambito cardiovascolare: spesso sono più informate, ma tendono a prendersi cura degli altri trascurando se stesse, con una minore aderenza alle terapie. Comprendere queste differenze significa migliorare gli esiti clinici e rendere più efficace il sistema sanitario”. Infine, il tema della sostenibilità sociale e lavorativa. “Come azienda vogliamo mettere in pratica ciò che promuoviamo. Oggi ci sono sempre più donne medico e professioniste sanitarie, con esigenze nuove legate all’equilibrio tra vita privata e lavoro. Servono modelli organizzativi capaci di sostenere genitorialità, caregiving e crescita professionale, modelli evolui”, ha poi concluso.

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