Neurologo Barbanti: “Per emicrania serve approccio integrato tra specialisti e medicina generale” ‘Fondamentale la presa in carico continuativa del paziente’

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) – “I vantaggi di un percorso integrato tra medico di medicina generale e specialisti nella gestione dell’emicrania sono molteplici. In primo luogo, è fondamentale superare l’idea che si tratti di un disturbo banale: l’emicrania è una vera e propria malattia, oggi anche ben trattabile e, nella maggior parte dei casi, gestibile con terapie efficaci e senza effetti collatorali. Un altro punto chiave riguarda il modo in cui viene seguito il paziente. E’ necessario sviluppare un approccio più continuativo, che accompagni la persona nel tempo. In questo senso, figure come il medico di famiglia o lo specialista di riferimento, diventano punti stabili di relazione e presa in carico”. Lo ha detto Pietro Barbanti, ordinario di Neurologia all’Università San Raffaele Roma, intervenuto all’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni Donna’ – promosso da Organon Italia oggi a Roma. L’emicrania, ha sottolineato Barbanti “non può essere considerata in modo isolato: spesso si associa ad altre condizioni, come endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico o patologie cardiovascolari e internistiche, che possono rendere più complessa la gestione clinica. Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione sulle comorbidità e aggiornare costantemente l’approccio terapeutico”. Dunque, “non si tratta di demandare la gestione a un singolo specialista, ma di lavorare in pool, mettendo in comunicazione competenze diverse e costruendo percorsi condivisi tra professionisti, per garantire una presa in carico più efficace e completa del paziente” ha poi concluso.

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