Caldo, diabetologo: “No alla tentazione delle bevande zuccherate, troppe calorie” De Cosmo, ‘l’idratazione è fondamentale soprattutto per gli anziani che sono a rischio di disidratazione ma si deve bere acqua’

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) – Con il caldo improvviso che ha investito la Penisola, la voglia di rinfrescarsi con una bibita ghiacciata durante la giornata è diffusa. Ma, soprattutto se si ha qualche chilo di troppo o problemi di glicemia, la scelta non è tra le più salutari. “Quando si ha sete, meglio non cadere nella tentazione delle bevande zuccherate. L’idratazione è fondamentale, soprattutto con le temperature elevate e soprattutto per le persone di età più avanzate che sono a rischio di disidratazione. Ma per idratarsi serve l’acqua. Le varie bibite apportano calorie in eccesso che sono potenzialmente dannose per quanto riguarda il controllo del peso e del diabete. E possono essere particolarmente dannose per le persone obese”. Così il presidente nazionale dell’Associazione medici diabetologi (Amd), Salvatore De Cosmo, a margine di ‘Parola alla medicina’, format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.Limitare il consumo di bibite non è un consiglio solo per chi ha problemi con la bilancia o con la glicemia: “E’ utile – precisa De Cosmo – anche nelle persone che non hanno il diabete e che non sono obese, perché queste bevande rappresentano una delle principali fonti di introito calorico e quindi di rischio di sviluppare diabete e obesità”, evidenza l’esperto ricordando che “obesità e diabete di tipo 2 vanno ‘a braccetto’, nel senso che il peso eccessivo è il fattore predittivo più potente di sviluppare la malattia. Quindi bevande zuccherine, seppure in questo periodo sono molto ‘invitanti’, vanno sicuramente limitate in generale”. E serve fare attenzione anche alle calorie ‘nascoste’, per esempio negli integratori utilizzati per aumentare l’energia in queste giornate calde. “Bisogna conoscere le composizioni e valutare il contenuto di zucchero, che va considerato poi nell’introito calorico giornaliero”, conclude.

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