DISAGIO ADOLESCENZIALE E RISCHI DEL WEB, ESPERTI A CONFRONTO: «SERVE UNA RETE EDUCATIVA PER PROTEGGERE I GIOVANI»

Le fragilità adolescenziali trovano oggi nel mondo digitale un potente amplificatore. Solitudine, disagio emotivo, vulnerabilità identitarie e bisogno di appartenenza possono essere influenzati da algoritmi, comunità online e modelli comportamentali che incidono profondamente sulla crescita dei giovani. Da questa consapevolezza è nato il convegno promosso da Artemisia Academy, sezione per la formazione e l’educazione della Fondazione Artemisia ETS, in collaborazione con l’Università degli Studi Link di Roma.

L’iniziativa ha riunito specialisti provenienti da ambiti diversi per analizzare le nuove forme del disagio adolescenziale e individuare strumenti concreti di prevenzione, intercettazione precoce e supporto alle famiglie, alle scuole e agli operatori del settore.

Ad aprire i lavori è stata la dottoressa Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia ETS, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare il fenomeno attraverso un approccio multidisciplinare capace di mettere in dialogo medicina, psicologia, educazione, tecnologia e diritto. Un impegno che la Fondazione Artemisia porta avanti da anni attraverso attività di prevenzione, sensibilizzazione e promozione della salute, con particolare attenzione alle problematiche che coinvolgono le nuove generazioni.

Al centro dell’iniziativa anche il lavoro di Artemisia Academy, illustrato dal direttore Elena Pollari. L’Academy rappresenta il braccio formativo della Fondazione e sviluppa percorsi dedicati alla crescita culturale, all’educazione e alla formazione permanente, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a famiglie, docenti e professionisti chiamati a confrontarsi quotidianamente con il disagio giovanile e con le trasformazioni della società digitale.

Tra gli interventi più seguiti quello del professor Paolo Poletti, docente di Cybersecurity e di Diritto e pratica della cybersicurezza all’Università Link di Roma, che ha analizzato il rapporto tra ecosistemi digitali, algoritmi, radicalizzazione online e sicurezza. Nel corso del suo intervento ha evidenziato come i meccanismi che regolano le piattaforme possano favorire processi di emulazione e isolamento, rendendo necessario sviluppare nuove strategie di prevenzione e maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie digitali.

Poletti ha inoltre approfondito il tema della responsabilità del design delle piattaforme, soffermandosi sulle più recenti evoluzioni della giurisprudenza internazionale che stanno ridefinendo il ruolo e le responsabilità degli operatori digitali nella tutela dei minori. Un tema sempre più centrale alla luce delle evidenze scientifiche che mostrano come il benessere degli adolescenti sia influenzato non solo dai contenuti visualizzati online, ma anche dalle logiche che governano gli ambienti digitali.

Il confronto è stato arricchito dagli interventi della professoressa Carla Bruschelli, che ha illustrato gli aspetti neurobiologici e clinici del disagio adolescenziale, del professor Aldo Morrone, che ha proposto una lettura antropologica e interculturale delle vulnerabilità giovanili, del professor Marco Filoni, che ha affrontato le implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale, e delle professoresse Natalia Barbato e Maria Giovanna Pisani, che hanno evidenziato il ruolo determinante della scuola e della comunità educante nella prevenzione delle fragilità e delle dipendenze comportamentali.

L’incontro ha confermato la necessità di costruire una rete sempre più forte tra istituzioni, professionisti, famiglie e mondo della scuola per affrontare le sfide poste dalla trasformazione digitale e garantire ai giovani strumenti adeguati per vivere in modo consapevole e sicuro il rapporto con la tecnologia.
Fondazione Artemisia ETS e Artemisia Academy hanno ribadito la volontà di proseguire il proprio impegno nella promozione di iniziative di formazione, informazione e prevenzione dedicate alla salute e al benessere delle nuove generazioni.

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