Impagliazzo: “La cura inizia dall’inclusione dei più vulnerabili” Il presidente della Cominità di S. Egidio, ”il progetto San Bartolomeo esempio di democrazia sanitaria’

Roma, 23 giu. (Adnkronos Salute) – “La Comunità di Sant’Egidio dispone di una rete di case di accoglienza diffuse sul territorio cittadino, dove vengono intercettate e seguite persone che, per diverse ragioni, rischiano di essere escluse dal Servizio sanitario nazionale, spesso a causa di problemi legati alla documentazione o a condizioni di particolare fragilità. Attraverso il Progetto San Bartolomeo segnaliamo queste persone all’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, affinché possano accedere alle cure di cui hanno bisogno. Si tratta di un progetto di democrazia sanitaria, perché la democrazia di un Paese si misura anche dalla capacità di includere chi rischia di restare ai margini”. Lo ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio intervenendo alla conferenza stampa “Progetto San Bartolomeo – Tre anni di impegno e risultati”. L’incontro, ospitato nell’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, è stato l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future dell’iniziativa, che dal 2023 a oggi ha consentito a oltre mille persone in condizioni di fragilità sociale ed economica di accedere alle cure, evitando in molti casi la rinuncia ai percorsi sanitari.”Oggi sappiamo che molte persone, anche per motivi economici, non riescono ad accedere ai servizi sanitari, mom hanno la possibilità di farlo. Per questo – ha ricordato Impagliazzo – il nostro impegno è accompagnarle verso percorsi di assistenza e cura. Essere arrivati a questo risultato rappresenta per noi una grande soddisfazione”. Alla domanda sul ruolo svolto dalla Comunità di Sant’Egidio, il presidente ha sottolineato l’importanza dell’attività di mediazione culturale e accompagnamento: “Molte persone che non hanno rapporti con il sistema sanitario, e quindi non sono abituate a curarsi, provano timore o diffidenza e spesso non sanno come orientarsi nei servizi pubblici. Il nostro compito è proprio quello di accompagnarle, costruire un rapporto di fiducia e rendere più semplice l’accesso ai percorsi sanitari. Grazie a questa mediazione, il cammino verso la cura diventa più facile e accessibile” ha poi concluso.

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