Soverino (Aisla): “La Casa di Silvia tiene acceso un ricordo” ‘È il risultato di una comunità che ha scelto di mettersi in cammino e fare rete’

Roma, 3 lug. (Adnkronos Salute) – “La Casa di Silvia nasce da una forte storia d’amore e di generosità: la famiglia Codispoti ha voluto trasformare il ricordo di Silvia”, scomparsa il 1 maggio 2025, “in qualcosa che continuasse a vivere nel tempo. E noi di Aisla – Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica abbiamo sentito la responsabilità di tutto questo: abbiamo raccolto il testimone per portarlo avanti con il cuore”. Così Vincenzo Soverino, consigliere nazionale Aisla e responsabile del progetto ‘La Casa di Silvia’, intervenendo oggi a Savona all’inaugurazione del primo appartamento vacanze completamente accessibile per le persone con sclerosi laterale amiotrofica e le loro famiglie. La struttura permetterà esperienze di vacanza accessibile in autonomia, in stretta connessione con il progetto ‘Lo Scaletto senza Scalini’, la spiaggia simbolo dell’inclusione sul litorale savonese.”Questa casa è il risultato di una comunità che ha scelto di mettersi in cammino insieme e di fare rete – riflette Soverino – In questo progetto ci sono le sezioni di Aisla, ci sono i volontari, i donatori, le istituzioni, le aziende e i tanti cittadini che hanno creduto nell’idea che la solidarietà possa diventare qualcosa di concreto. Ognuno di loro è presente dentro queste mura. Il valore più grande, credo, sia sapere che oggi altre famiglie potranno trovare qui accoglienza, serenità e vicinanza – osserva – Questo non è solo un luogo fisico, è uno spazio che mette al centro la persona, la sua dignità e le sue relazioni. La Casa di Silvia ci dice che la generosità può trasformarsi in opportunità, è per questo che la consideriamo un punto di partenza, un luogo reso vivo attraverso le storie e gli incontri. Continuerà a parlare di Silvia attraverso il bene che saprà generare e le esperienze che verranno vissute”.”Oggi questa casa non appartiene più a una sola storia, appartiene a tutta la comunità Aisla. Dà conforto sapere che, da oggi, altre famiglie potranno vivere qui momenti di serenità, di condivisione e, perché no, anche di libertà. Questo è probabilmente l’aspetto più emozionante, perché una casa trova il suo significato profondo quando viene abitata, quando viene vissuta, quando accoglie e quando fa sentire le persone meno sole. E questo è il grande compito di Aisla”, conclude.

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