Meglio professionisti invisibili che: “non organizzati”

Dal convegno di Palazzo Valentini a Roma emerge il ruolo delle professioni disciplinate dalla Legge 4/2013. Nell’intervista al presidente del Centro Studi ESSE, Massimo Di Mauro, il valore della formazione continua, della qualità dei servizi e la proposta di superare una definizione normativa ritenuta oggi poco rappresentativa dell’identità di oltre un milione di professionisti

Convegno  dei  Professionisti “non organizzati”!
(
Foto per gentile concessione del Comitato Imprenditoriale Europeo)

Roma, 20  Luglio 2026Il mese scorso   nella bellissima  sala  del  Consiglio  della  Città Metropolitana di Roma Capitale  (già Provincia di Roma)  di Palazzo Valentini dedicata a Mons. Luigi Di Liero (Fondatore della Caritas Diocesana di Roma)   a due passi  da Piazza Venezia. Nello storico Palazzo Valentini   co-abitano gli Uffici  di un’ altra prestigiosa Istituzione ovvero  la Prefettura della Provincia di Roma.

Come riporta il sito della Presidenza del Consiglio: normattiva.it :  La  LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4 “ Disposizioni in materia di professioni non organizzate”. Pubblicata sulla (GU n.22 del 26-01-2013). Nulla  da eccepire sull’importante  valore della Legge  che nasce per la tutela dei cittadini  per i servizi  svolti  da migliaia di professionisti  che  si sottopongono ad un percorso di qualità che  vede innazitutto il rispetto di un Codice Etico e una Qualificazione delle Competenze di primaria importanza, attraverso la Formazione Continua appunto per mantenere nel tempo  la Qualità del proprio operato.  Il dato certo, fino a questo momento   è la Banca Dati in modalità “Trasparente”  che  è pubblicata dal sito web del Ministero delle Imprese  e del Made Italy  (MIMIT)  che permette di conoscere  subito  il numero delle associazioni professionali. In questa banca dati è possibile consultare l’elenco delle associazioni professionali previsto dalla disciplina che ha riformato le professioni non organizzate in ordini o collegi, totale 445.  E qui scopriamo subito l’arcano la Legge  disciplina  le professioni  che non sono organizzate in ordini o collegi.

Occorrerebbe  trovare  un modo  di chiedere al Ministero di modificare  solo il titolo della Legge  in quanto presentare le professioni come  non organizzate, non credo  che faccia bene all’immagine di tanti professionisti, talvolta anche imprenditori di se stessi, presentarsi come tutelato  da una Legge  che esalta una negatività ( non organizzate), nel testo poi si trova  “ non organizzate in ordini o collegi, ma questo non è sufficiente perché il danno di immagine è già presente  solo nel titolo della Legge). Immagino la perplessità di una stazione appaltante che deve fare un incarico  a chi è disciplinato da una legge  dedicata alle professioni “non organizzate” oggi le parole  sono  importantissime  e  un breve passaggio in aula  permetterebbe  di dare  un valore  semantico al titolo della importante Legge  piu’ consono al rispetto  del significato delle parole e tutto quello che en deriva. Inoltre  manca un dato ufficiale e certificato  di  quanto sono le pofessioniste e i professionisti  si parla  di circa 1.100.000 di persone  che lavorano in questo campo. Nel corso del Convegno  a Palazzo Valentini si sono confrontati diversi professionisti, dalla moda, alla Formazione Continua, dagli Esperti di Intelligenza  Artificiale al Comitato per l’imprenditorialità Europeo, ecc. ecc.

Fin dalla mattina  del 13 giugno la sala  era  già  gremita di partecipanti. Per l’occasione abbiamo  chiesto  al Presidente  del CENTRO STUDI e FORMAZIONE PROFESSIONALE E.S.S.E. dott.  Massimo di Mauro a cui si deve  questo importante incontro   di  darci  qualche  elemento di riflessione  sul  convegno dal titolo molto  suggestivo:  DALL’IDEA ALLA REALTA’, nata da una proposta del dott. Giuseppe Palma  che è Presidente  del  Comitato Internazionale Europeo.

Intervista al Presidente del CENTRO STUDI e FORMAZIONE PROFESSIONALE E.S.S.E.dott.  Massimo di Mauro

D. Ci vuole  spiegare la  presenza  cosi  numerosa  di partecipanti a questo Vostro convegno sulle  professioni  regolamentate  dalla Legge  4 del 14 gennaio 2013, che risulta  poco conosciuta.

R. “Nel mio intervento ho voluto richiamare l’attenzione su una normativa ancora poco conosciuta ma di straordinaria importanza per il mondo del lavoro e delle professioni: la Legge 14 gennaio 2013 n. 4, che disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi. La Legge 4/2013 nasce dal principio che il mercato del lavoro moderno è composto non solo dalle professioni ordinistiche tradizionali, ma anche da migliaia di professionisti che operano in ambiti specialistici innovativi, tecnici, culturali, sociali, sportivi, ambientali, turistici e formativi, per i quali non esiste un ordine professionale. La norma riconosce dignità e valore a queste competenze, tutelando sia i professionisti sia gli utenti dei servizi.  E grazie per aver menzionato il nostro Centro Studi che coinvolge realtà professionali sia  in Italia che all’Estero.”

D. Nel corso  dei vari  interventi  dei numerosi  relatori iscritti a parlare  tutti  hanno avuto un minimo comune denominatore  che  riguardavano elementi  etici  nello svolgere  incarichi e committenze  atte  a far prevalere  l’interesse  pubblico  sia verso  clienti privati ed istituzioni pubbliche, ci vuole spiegare  meglio di cosa si tratta?

R. “La legge si fonda su alcuni principi essenziali: trasparenza, competenza, aggiornamento professionale, tutela del consumatore e valorizzazione delle competenze. Non istituisce nuovi albi pubblici né riserve di attività, ma consente ai professionisti di organizzarsi in associazioni professionali che promuovono standard qualitativi, formazione continua, codici deontologici e strumenti di garanzia per gli utenti, gestire registri nazionali pubblici dei professionisti iscritti e rilasciare Loro una “Attestazione di qualità e qualificazione dei servizi prestati” che provi l’iscrizione al registro stesso.”

D. Ci vuole  spiegare meglio  come  si esplicitano  queste  funzioni  così preziose per gli interessi dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni?

R.: “In questo importante  sistema assumono un ruolo centrale le Forme Aggregative, ovvero organismi riconosciuti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che hanno il compito di coordinare, rappresentare e vigilare sulle associazioni professionali aderenti.”

D.  qual è allora  la missione del Centro Studi ESSE  che  Lei rappresenta?

R.: “In tale contesto opera il Centro Studi ESSE, riconosciuto dal MIMIT quale Forma Aggregativaai sensi dell’articolo 3 della Legge 4/2013. Il Centro Studi ESSE svolge una funzione di coordinamento nazionale delle associazioni professionali aggregate, promuovendo la qualificazione delle competenze, la formazione permanente, la diffusione delle buone pratiche professionali e il rispetto delle disposizioni normative previste dalla legge. Attraverso il proprio sistema organizzativo, il Centro Studi ESSE supporta le associazioni professionali nella gestione dei registri professionali, nell’adozione dei codici deontologici, nell’aggiornamento professionale continuo, nella tutela degli utenti (n.d.r.: cittadini, imprese e istituzioni locali e nazionali) e nella corretta applicazione degli obblighi informativi richiesti dalla normativa e dalle Linee Guida Ministeriali.”

D. Qual’ è l’impatto  sociale di tali aggregazioni di professionisti, ci spiegava prima, da non confondere  con gli artigiani e i commercianti, i professionisti  della Legge 4/2013 potrebbero  divenire  soggetti promotori di sviluppo delle persone e dei territori?

R.:  La Legge 4/2013 rappresenta oggi uno strumento strategico per la crescita professionale e occupazionale del Paese, perché consente di trasformare competenze, esperienze e specializzazioni in percorsi professionali riconoscibili, qualificati e trasparenti. In un mercato del lavoro in continua evoluzione, la professionalizzazione delle competenze costituisce un elemento fondamentale per favorire occupazione, qualità dei servizi e sviluppo economico. Il Centro Studi ESSE si propone proprio come punto di riferimento per questo percorso, contribuendo alla valorizzazione delle professioni non ordinistiche, appunto qualificate dalla  Legge 4/2013  e alla costruzione di un sistema professionale moderno, fondato sul merito, sulla formazione continua e sulla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini e alle imprese.
Grazie dott. Di Mauro per la sua disponibilità.

A sinistra Massimo di Mauro a destra Michele Roccaro autore  del libro: Metodo di Mare.( foto per gentile concessione di Michele Roccaro)

Nella  mattinata  dello stesso  giorno abbiamo  assistito ad un momento importante  (v. foto) che è quello  del conferimento  di riconoscimenti a  diversi professionisti  riportiamo il momento della premiazione del dott.  Michele Roccaro che opera dalla Sicilia ma attraverso le nuove tecnologie supera abbondantemente  i confini dell’isola  il quale da  ex  sottoufficiale della Marina Militare  ha inteso promuovere attraverso la sua esperienza lavorativa trascorsa  di promuovere  un metodo che ha molto di originalità, creatività, competenza e qualità chiamandolo : “Metodo di Mare”  presentando nella sessione pomeridiana del Convegno alcuni passaggi  soffermandosi  in particolare  sull’importanza della Formazione Continua. Lo stesso autore  è anche Presidente dell’ Associazione Consulenti e Consumatori Digitali, Tecnologici e di Sostenibilità (A.C.D.T.)

Da  sinistra Demetrio Crucitti,  Michele Roccaro, mentre  consegna  il libro: “Metodo di Mare”. 

Tra  i vari relatori  tutti  professionisti  appartenenti e disciplinati dalla Legge 4 del 2013 ( di cui non riportiamo il nome, perché spero che presto venga cambiato e trovato insieme al Ministero un nuovo titolo) si sono succeduti  professionisti della Moda, della Produzione  Audiovisiva( infatti  nel corso del Convegno è emerso che manca un riconoscimento  professionale per scenografi e registi, media manager, professionisti  dell’Intelligenza Artificiale di cui tanto si sente la necessità per tutelare  cittadini e  istituzioni e imprese  e tra  questi  interessante  è stata la presentazione  curata dal dott. Massimo  Adelardi  che pur essendo un commercialista in fiscalità internazionale  che opera da Tirana (Albania)  e è socio del Comitato Imprenditorialità  Europe  in cui ha  focalizzato  la sua  relazione sull’importanza degli scambi   economici  non solo di prodotti, tra l’Italia e l’Estero  ma anche  scambi e relazioni  tra  professionisti  delle  varie  nazioni di notevole spessore  è stata una disamina  dei balcani ed in particolare  dell’Albania dal 1994 ad oggi.

Auspicio  di tutti i partecipanti e degli organizzatori  è stato quello  di ricercare  forme di  Comunicazione  Esterna  che permettano per il bene dei cittadini  di conoscere, e  oseremmo dire  meglio,  questo “CORPO INTERMEDIO NATIVO DIGITALE”   alla  stessa stregua            delle  Associazioni  dei  Datori di Lavoro e dei Sindacati  facendo uscire  dall’ombra  questi professionisti che  comunque  contribuiscono allo sviluppo socioeconomico dell’Italia  come descritto  dall’art. 3 della  Costituzione Italiana

Frascati  20  Luglio 2026

Demetrio Fortunato Crucitti
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