Alessandro Di Battista, il ritorno in Italia dopo la lunga emergenza a Cuba

Dopo due settimane di ricovero e un delicato intervento all’Avana, l’ex parlamentare si prepara al trasferimento sanitario verso Roma. Un percorso difficile che riporta al centro anche la figura di uno dei protagonisti della prima stagione del Movimento 5 Stelle. Le redazioni di Lafrecciaweb.it e PaeseItaliaPress.it augurano ad Alessandro Di Battista un sereno ritorno in Italia e una rapida ripresa di quel confronto pubblico che da sempre ne caratterizza l’espressione più autentica

Roma, 11 settembre 2026 – Dopo due settimane di ricovero a Cuba, Alessandro Di Battista si prepara a rientrare in Italia. Il trasferimento, previsto nella giornata di oggi dopo gli ultimi accertamenti medici, dovrebbe avvenire con un’aeroambulanza diretta verso Roma. Il viaggio sarà organizzato con diverse tappe e a una quota contenuta, secondo quanto richiesto dalle sue condizioni cliniche, e potrebbe durare complessivamente circa dodici ore. L’arrivo in Italia è previsto per domani pomeriggio, dove il percorso di cura dovrebbe proseguire al Policlinico Gemelli.
La partenza rappresenta un passaggio importante dopo giorni nei quali ogni ipotesi di trasferimento era stata subordinata al quadro clinico. Di Battista, 48 anni, si trovava a Cuba per realizzare un reportage giornalistico quando, venerdì 28 agosto, è stato colpito da un grave malore preceduto da una forte cefalea. Il primo ricovero è avvenuto a Santa Clara, nell’ospedale più vicino al luogo in cui si trovava. Successivamente è stato trasferito a L’Avana, all’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, struttura di riferimento della capitale cubana.
Sul quadro clinico, tuttavia, è rimasto finora un rigoroso riserbo. Le ricostruzioni giornalistiche hanno parlato di un grave evento neurologico, mentre non sono stati diffusi ufficialmente dettagli completi sulla diagnosi. È quindi soprattutto dal percorso ospedaliero ad emergere la gravità della situazione. Dopo il primo ricovero, le condizioni non consentivano inizialmente un volo fino all’Italia e per questo due specialisti del Policlinico Gemelli, un neurochirurgo e un medico rianimatore, hanno raggiunto Cuba per affiancare i sanitari locali nella valutazione del caso.

Il primo tentativo di trasferimento era stato programmato per il 4 settembre. La soluzione individuata era un’aeroambulanza i cui costi, secondo quanto aveva spiegato lo stesso Di Battista, sarebbero stati sostenuti dalla compagnia assicurativa presso la quale aveva stipulato una polizza prima della partenza. Il trasferimento, però, non è stato possibile. Nelle ore precedenti alla partenza le sue condizioni sono peggiorate e i medici dell’Hermanos Ameijeiras hanno deciso di procedere con un intervento chirurgico direttamente a L’Avana. Il rientro è stato quindi annullato.
L’intervento è riuscito e nei giorni successivi sono arrivati segnali incoraggianti. L’associazione Schierarsi, fondata da Di Battista, ha riferito che l’ex parlamentare stava affrontando positivamente la fase post-operatoria, pur invitando alla massima prudenza nella diffusione delle notizie. Secondo le informazioni successivamente raccolte, avrebbe anche ripreso a parlare, mostrando progressi considerati molto positivi dai sanitari.
Accanto a lui, in queste settimane, è rimasta la compagna Sahra Lahouasnia, madre dei loro due figli. Sul piano istituzionale, la Farnesina ha seguito la vicenda fin dalle prime ore. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva manifestato la disponibilità delle autorità italiane a favorire il rientro con un volo di Stato non appena le condizioni mediche lo avessero consentito. La rete diplomatica italiana a Cuba ha mantenuto i contatti con le strutture sanitarie e con i familiari.
La vicenda ha inoltre riportato in primo piano particolari sugli interessi di Di Battista che precedono il suo ingresso in politica. Il suo rapporto con l’America Latina nasce infatti da una lunga attenzione personale e professionale verso il Sud del mondo. Prima dell’esperienza parlamentare aveva lavorato nella cooperazione internazionale e aveva viaggiato in diversi Paesi dell’area. I reportage e il lavoro in quelle aree hanno rappresentato una costante della sua attività anche dopo l’uscita dal Parlamento.
Nato a Roma il 4 agosto 1978, Di Battista è stato eletto alla Camera nel 2013 nella circoscrizione Lazio 1 con il Movimento 5 Stelle. Nella XVII legislatura ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Commissione Affari esteri e ha presentato numerosi progetti di legge.
Di Battista è stato protagonista della prima stagione pentastellata, quella cresciuta nei meetup e nelle piazze, prima dell’ingresso nelle istituzioni. La sua comunicazione diretta, spesso conflittuale, il linguaggio radicale ha attratto a una parte del pubblico che guardava con diffidenza ai partiti tradizionali, per cui rapidamente è divenuto una delle figure più ascoltaye del Movimento.
La sua forza comunicativa fu anche la ragione per cui la sua posizione acquistò un peso superiore a quello che gli sarebbe derivato dal solo ruolo parlamentare. Di Battista rappresentava infatti una componente identitaria del primo Movimento, quella più legata all’opposizione, alla denuncia della politica tradizionale e a una concezione fortemente movimentista dell’esperienza Cinque Stelle che anche fuori dalle istituzioni ha prodotto effetti nel dibattito politico.
La rottura definitiva con il Movimento arrivò nel febbraio 2021, dopo il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau che autorizzò il sostegno al governo guidato da Mario Draghi. Di Battista si oppose alla scelta e annunciò il proprio distacco dal M5S. Pochi giorni dopo formalizzò la disiscrizione.
Da allora la sua attività si è sviluppata soprattutto fuori dal Parlamento, attraverso libri, reportage, documentari, interventi pubblici e iniziative politiche. Nel 2023 ha contribuito alla nascita di Schierarsi, associazione attraverso la quale ha continuato a occuparsi di temi internazionali e di politica, mantenendo una presenza costante nel dibattito pubblico. Pur non avendo più un ruolo parlamentare e pur essendo formalmente fuori dal Movimento 5 Stelle da oltre cinque anni, conserva una capacità di mobilitazione e di attenzione mediatica che va al di là della sua forza elettorale. Pur non rappresentando un gruppo parlamentare e non disponendo di una struttura partitica comparabile a quella delle forze presenti in Parlamento, riesce tuttavia a polarizzare il confronto, qualità che aveva già caratterizzato la sua esperienza nel Movimento 5 Stelle.
Anche per questo la notizia del suo malore ha attraversato trasversalmente il mondo politico. Messaggi di vicinanza sono arrivati da esponenti e personalità appartenenti ad aree diverse.
Ora la sua salute è al centro di tutto. L’eventuale partenza di oggi costituisce perciò un passaggio delicato.
L’aeroambulanza dovrebbe affrontare il lungo trasferimento verso l’Italia mantenendo condizioni di volo compatibili con il suo stato di salute. A Roma Di Battista, secondo le fonti più accreditate, troverà ad attenderlo i sanitari italiani che hanno seguito il caso anche durante la permanenza a Cuba.

L’obiettivo sarà proseguire le cure e affrontare la fase della riabilitazione dopo un’emergenza che, nel giro di poche ore, ha interrotto un reportage e sospeso una vita professionale e politica ancora fortemente presente nel dibattito pubblico. Le redazioni di PaeseItaliaPress.it e Lafrecciaweb.itaugurano ad Alessandro Di Battista un sereno ritorno in Italia e una rapida ripresa del confronto pubblico che tanto lo caratterizza nella sua espressione più autentica.

 

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Fonti consultate: ANSA, 29 e 31 agosto, 6 e 10 settembre 2026; RaiNews 11 settembre; comunicazioni dell’associazione Schierarsi; fonti istituzionali della Farnesina.

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