Caldo, boom morti nel mondo dagli anni ’90: +63%. Oms: “Maxi raduni aumentano rischi”

Milano, 30 set. (Adnkronos Salute) – Dagli anni ’90 a oggi “si stima un aumento del 63% dei decessi correlati al caldo” a livello globale, “con una media di 546.000 morti all’anno nel periodo compreso tra il 2012 e il 2021”. Un contesto particolarmente a rischio sono “i grandi raduni come maxi eventi sportivi, religiosi e culturali”, durante i quali “i disturbi legati al caldo sono diventati un pericolo significativo sia per la salute pubblica sia sotto il profilo operativo, coinvolgendo spettatori, partecipanti, volontari e personale addetto”. Studi pubblicati tra il 1980 e il 2025 documentano “quasi mezzo milione di interventi sanitari durante grandi raduni, inclusi oltre 22.000 casi associati al caldo”. E indicano che, “quando i sistemi di assistenza sanitaria in loco sono ben organizzati, oltre il 90% dei pazienti può essere trattato direttamente presso la sede dell’evento, riducendo notevolmente la pressione sugli ospedali e sui servizi di ambulanza”. Sono i dati diffusi oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha pubblicato “nuove linee guida per prevenire i disturbi legati al caldo nei grandi raduni”. “Il caldo estremo rappresenta una minaccia crescente per la salute, la sicurezza e la continuità operativa durante i grandi raduni”, e “deve essere affrontato non solo come un rischio ambientale, ma come una sfida fondamentale di gestione operativa e di governance”, afferma Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del Programma dell’Oms per le Emergenze sanitarie. “La protezione – avverte – non può dipendere esclusivamente dal comportamento individuale. Rafforzando la coerenza nella valutazione dei rischi, nella preparazione e nella risposta, possiamo ridurre i danni immediati e favorire una pianificazione degli eventi più sicura e resiliente in un mondo che si riscalda”.”Secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) – spiega l’agenzia delle Nazioni Unite per la salute – gli eventi di caldo estremo, incluse le ondate di calore, sono diventati più frequenti e intensi nella maggior parte delle regioni terrestri a partire dagli anni ’50, principalmente a causa del climate change”. Per il futuro “si prevede un ulteriore aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi di caldo estremo con ogni ulteriore incremento del riscaldamento globale”. In questo quadro, “i grandi raduni possono amplificare i rischi legati al caldo in diversi modi: lunghi periodi trascorsi all’aperto con esposizione al calore e al sole, assembramenti densi, accesso limitato ad acqua sicura, stress da viaggio, scarsa familiarità con le condizioni climatiche locali e la pressione concorrente sui servizi sanitari possono combinarsi creando situazioni di pericolo”. Da qui le linee guida dell’Oms, che “si rivolgono a spettatori, partecipanti, volontari e lavoratori” e “integrano le indicazioni sui piani d’azione ‘caldo e salute’, nonché i piani nazionali esistenti in materia, i requisiti di salute e sicurezza sul lavoro, le procedure di preparazione alle emergenze e le linee guida cliniche”.Per mettere in sicurezza i grandi raduni dalle insidie del caldo in aumento, l’Oms evidenzia “l’importanza di investire in misure di preparazione e risposta prima che le temperature raggiungano livelli pericolosi. Gli approcci più efficaci – descrive – combinano diverse misure, tra cui: accesso ad acqua potabile e servizi igienici sicuri; infrastrutture per il raffrescamento; modifiche alla programmazione delle attività; gestione dei flussi di pubblico; misure di tutela per i lavoratori; comunicazione al pubblico; sorveglianza in tempo reale; servizi medici in loco adeguatamente organizzati”.Le nuove linee guida promuovono “un approccio che considera l’evento nella sua globalità, riconoscendo che fattori quali la configurazione della sede, la gestione della folla, i servizi idrici e igienico-sanitari, i trasporti, la sicurezza, le comunicazioni e la gestione del personale influiscono sull’accesso a sistemi di raffrescamento, acqua sicura e assistenza medica tempestiva”. Le indicazioni dell’Oms coprono l’intero ciclo dell’evento e “dovrebbero essere integrate in strategie più ampie di preparazione alle emergenze e di gestione multirischio”. L’agenzia ginevrina invita governi, organizzatori di eventi e partner a “integrare la gestione del rischio legato al caldo nella pianificazione sanitaria, nella preparazione e nelle operazioni relative ai grandi eventi in tutto il mondo”.

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