Le difficoltà delle persone transgender e la necessità di servizi sanitari più accessibili: il professor Francesco Lombardo, del Policlinico Umberto I di Roma, approfondisce questi temi nella videointervista al convegno di Villa Mondragone del 9 ottobre 2026
La medicina cambia, si evolve, diventa sempre più precisa e personalizzata. Ma la vera sfida è trasformare i progressi della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in percorsi di cura accessibili, efficaci e capaci di accompagnare le donne in ogni fase della vita.
È questo il filo conduttore della settima edizione del Congresso “Personalizzazione delle cure in ginecologia ed ostetricia dal territorio all’ospedale”, che si è tenuto il 9 ottobre 2026 a Villa Mondragone, a Monte Porzio Catone, con al centro il ruolo dell’Ospedale dei Castelli quale riferimento sanitario per il territorio dell’ASL Roma 6.
Presidente del Congresso e coordinatore scientifico Francesco Barletta, Direttore dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’ Ospedale dei Castelli (ASL Roma 6)
Tra i temi affrontati, anche i percorsi clinici dedicati alle persone transgender, con particolare attenzione all’accessibilità dei servizi, alla qualità dell’accoglienza e alla necessità di una maggiore diffusione delle strutture specializzate sul territorio.
Nella nostra videointervista, il professor Francesco Lombardo, Direttore della U.O. di Diagnostica Ormonale, Seminologia e Banca del Seme “L. Gandini” del Policlinico Umberto I di Roma, chiarisce la distinzione tra disforia e incongruenza di genere e affronta le difficoltà di accesso alle cure, sottolineando l’importanza di sviluppare ambulatori e servizi territoriali dedicati.
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