Sommella (Campus Bio-Medico): “U toolkit per la sostenibilità in ospedale” Al Welfair, ‘anche le strutture sanitarie devono contribuire contro i cambiamenti climatici’

Roma, 14 ott. (Adnkronos Salute) – Dall’analisi condotta quest’anno da “un gruppo di lavoro sulla sostenibilità ambientale degli ospedali” è emerso che “il 5-6% delle emissioni di anidride carbonica nel mondo è prodotto dai sistemi sanitari. Questo significa che anche le strutture sanitarie devono dare il loro contributo al contrasto dei mutamenti climatici, ormai sotto gli occhi di tutti. Abbiamo prodotto un toolkit in cui abbiamo riportato alcune pratiche che possono essere immediatamente riprodotte anche da altri ospedali. Il nostro intento è quello di creare una rete che chiameremo Rosa – Rete di ospedali per la sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di estendere quanto più possibile queste pratiche nell’interesse dei nostri pazienti, dell’ambiente e della sicurezza di tutti noi”. Lo ha detto Lorenzo Sommella, direttore sanitario del Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, nel corso della prima giornata di lavori della VII edizione di Welfair – La fiera del fare Sanità, in programma Roma fino al 16 ottobre.Per ridurre l’impatto ambientale dei sistemi sanitari, Sommella suggerisce di intervenire “su una serie di fattori: in particolare l’efficientamento energetico, la trasformazione dei rifiuti e la gestione dei farmaci, alcuni dei quali sono dotati di un potere calorico maggiore dell’anidride carbonica. Inoltre – precisa – occorre gestire tutti quei processi che potremmo definire ‘green’ in sala operatoria e nei reparti, ovvero tutte quelle attività che possono effettivamente contribuire a una riduzione delle emissioni”.Le buone pratiche diventano particolarmente rilevanti soprattutto per “i grandi ospedali, che sono fortemente energivori” e di conseguenza “anche inquinanti – puntualizza Sommella – Dobbiamo preoccuparci non soltanto di curare la salute delle persone, ma anche di curare la salute dell’ambiente. È questo il motivo per cui l’intervento del gruppo di lavoro, coordinato da me insieme a B-Sanità”, network italiano per l’innovazione del sistema salute, “è un intervento di One health a tutti gli effetti”, conclude.

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