Padre e figlio napoletani, riconosciuta la responsabilità dello Stato per l’esposizione al cancerogeno senza adeguate protezioni.
16 ottobre 2026 – Il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 138.801 euro, oltre interessi, un orfano napoletano per la perdita del padre, ex militare della Marina Militare morto di mesotelioma pleurico. Originario anch’egli di Napoli, l’uomo aveva prestato servizio presso la base navale di Taranto e a bordo della nave Sagittario, con mansioni di fuochista e motorista navale, entrando in contatto con materiali contenenti amianto, all’epoca largamente utilizzati negli ambienti e negli impianti militari.
Durante il servizio, svolto tra il 1958 e il 1960, il militare era entrato in contatto con le fibre di amianto senza adeguate protezioni. Tra gli elementi emersi nella ricostruzione dell’esposizione figura anche l’utilizzo di una pezza di amianto in dotazione insieme al mitragliatore, a testimonianza di quanto il materiale fosse presente nelle attività quotidiane a bordo. Le conseguenze di quell’esposizione si sono manifestate dopo oltre cinquant’anni, quando l’uomo ha sviluppato un mesotelioma pleurico, una grave neoplasia che ne ha provocato la morte nel novembre 2016.
Per accertare le cause della malattia, il Tribunale ha valorizzato una consulenza tecnica medico-legale acquisita agli atti, che ha individuato nell’inalazione delle fibre di amianto durante il servizio militare la causa, o quantomeno una concausa, del mesotelioma. Il giudice ha quindi riconosciuto il collegamento tra l’esposizione e la patologia, accertando la responsabilità del Ministero della Difesa per la mancata adozione di adeguate misure di protezione e per l’assenza di informazioni sui rischi ai quali il militare era esposto. La sentenza, passata in giudicato, riconosce al figlio il risarcimento del danno non patrimoniale subito per la perdita del padre.
La decisione rappresenta un importante risultato nella lunga battaglia giudiziaria intrapresa dalla famiglia, che comprende ulteriori procedimenti relativi ai diritti degli altri familiari.
«Il risarcimento ottenuto dal figlio rappresenta un riconoscimento concreto del danno subito per la perdita del padre. È una decisione importante anche per le tante famiglie che continuano a confrontarsi con le conseguenze dell’amianto e con percorsi giudiziari spesso lunghi e complessi», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia.
L’ONA offre assistenza e tutela alle vittime dell’amianto e ai loro familiari. Per informazioni e assistenza: numero verde 800 034 294 – www.osservatorioamianto.it.
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