Roma, 16 ott. (Adnkronos Salute) – Diffondere la conoscenza delle manovre di primo soccorso e favorire una maggiore consapevolezza nella gestione delle emergenze. È questo l’intento dell’Health&Safety Day 2026, iniziativa gratuita e aperta a tutta la cittadinanza, promossa da Bayer in collaborazione con il Centro diagnostico italiano (Cdi), che si è svolta negli spazi di Fondazione Triulza al Milano innovation district (Mind). L’incontro, organizzato in occasione della Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare, che si celebra oggi, 16 ottobre – informa una nota – ha previsto un momento teorico e uno pratico dedicati all’apprendimento delle principali tecniche di primo soccorso, con particolare attenzione alla rianimazione cardiopolmonare (Rcp) e alla disostruzione delle vie aeree. Il team infermieristico di Cdi, a cui è stata affidata la parte sanitaria dell’incontro, ha illustrato le procedure delle principali manovre salvavita e, nella seconda parte della giornata, ha accompagnato i partecipanti durante le esercitazioni e simulazioni pratiche, rispondendo alle loro domande e, se necessario, correggendo i gesti durante le prove.L’iniziativa promossa da Bayer si inserisce in un contesto in cui le conoscenze sulle procedure di emergenza risultano ancora limitate. Solo il 16% degli italiani saprebbe intervenire con le corrette procedure di primo soccorso, in caso di arresto cardiaco, come il massaggio cardiaco e l’utilizzo del defibrillatore automatico esterno (Dae), rileva un’indagine commissionata da Irc – Italian Resuscitation Council all’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, Credem e università Cattolica. “La percentuale è un po’ sconfortante, ma purtroppo è vera – afferma Simona Cavioni, responsabile del centro di formazione Irc-Nursing Project di Monza – Siamo una popolazione molto empatica, con il desiderio di fare, ma il problema principale in Italia è la mancanza di conoscenza. Non conoscendo e non sapendo cosa fare, le persone hanno paura di intervenire nelle varie situazioni di emergenza per timore di sbagliare. Questo è un nostro limite, che purtroppo porta a percentuali di successo molto basse su alcuni eventi come la rianimazione cardiopolmonare”. Dal report, inoltre, è emerso che “il 29% degli italiani si limiterebbe a chiamare i soccorsi, il 21% offrirebbe supporto senza intervenire direttamente, il 32% agirebbe solo se guidato dalle indicazioni telefoniche di un operatore e il 2% non interverrebbe proprio”. Per quanto concerne, invece, il tema della conoscenza, “il 13% degli italiani conosce bene le procedure di soccorso per l’arresto cardiaco, il 41% le conosce solo ‘a grandi linee’ e il 46% non le conosce affatto”.”Bayer è una società Life-Sciences. Ciò significa che all’interno del proprio Dna ha la cura della salute e della sicurezza, non solo dei propri dipendenti e delle proprie famiglie, ma anche di tutti i cittadini – sottolinea Annalisa Angeleri, responsabile della salute e sicurezza di Bayer Italia – Pertanto”, per la farmaceutica “promuovere questi eventi è fondamentale, perché l’obiettivo è cercare di trasformare ogni comune cittadino in un primo soccorritore, il che significa essere parte attiva di quella che viene definita catena della sopravvivenza”.
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