Di Elisabetta Licordari
Un racconto tra memoria familiare, radici siciliane e viaggi, con le letture di Ottavia Fusco e la partecipazione di Cristina Sciabbarrasi, Elena Russo e Conny Carracciolo
Ci sono storie che nascono dal desiderio di ricordare, e altre dalla necessità di comprendere il proprio cammino. Questo libro nasce dal bisogno di raccontare una vita, le sue radici, le persone che l’hanno attraversata e i luoghi che ne hanno custodito le emozioni.
“Principessa d’Isola” di Anna Maria Brazzò è stato presentato l’8 ottobre 2026 a Villa Altieri, in viale Manzoni 47 a Roma. Durante la serata, l’autrice ha illustrato i temi principali dell’opera, soffermandosi sulle motivazioni che l’hanno spinta a mettere su carta le proprie esperienze, le emozioni e il proprio percorso di vita.
Ad accompagnarla è stata l’attrice Cristina Sciabbarrasi, che ha scandito i diversi momenti dell’incontro. Tra gli ospiti, la principessa Conny Carracciolo, impegnata nella promozione di eventi culturali, sociali e benefici e nel sostegno a iniziative dedicate all’arte e alla solidarietà.
L’attrice e regista Ottavia Fusco ha letto alcune pagine del libro, dando voce ai ricordi e ai sentimenti dell’autrice. La sua interpretazione ha valorizzato il racconto, restituendo al pubblico le emozioni dei passaggi scelti e offrendo uno sguardo nuovo sui frammenti di vita narrati.
Presente anche l’attrice Elena Russo, interprete capace di spaziare tra cinema, televisione e teatro, con una sensibilità che le permette di dare profondità ai personaggi e di entrare in sintonia con il pubblico.
Originaria di Isola delle Femmine, borgo marinaro sulla costa siciliana in provincia di Palermo, Anna Maria Brazzò affida alla scrittura un racconto nel quale la memoria personale si intreccia con il senso di appartenenza.
Al centro c’è la famiglia, con i suoi affetti, le tradizioni, i silenzi e quei legami profondi che continuano ad accompagnarci anche con il passare del tempo.
C’è la Sicilia, terra di origini, di profumi, colori, paesaggi e storie tramandate. Una presenza viva nelle pagine del libro, capace di richiamare le radici e di dare significato alla propria identità.
Ci sono poi i viaggi: partenze, scoperte e occasioni per guardare il mondo con occhi nuovi. E ci sono gli incontri, con persone conosciute per caso o diventate importanti, volti che hanno lasciato un segno, parole che hanno aperto nuove prospettive e momenti che hanno cambiato il corso delle cose.
Attraverso ricordi personali, esperienze vissute e frammenti di vita, queste pagine compongono il mosaico di un’esistenza fatta di emozioni, cambiamenti, nostalgia e nuove scoperte. Il racconto invita a riconoscersi nelle esperienze degli altri e a riscoprire il valore delle proprie origini, mostrando quanto ogni viaggio, incontro e legame contribuisca a costruire la persona che siamo diventati.
Ne emerge una vita fatta di partenze e ritorni, di persone che restano nel cuore e di luoghi che, ovunque ci porti il destino, continuano a chiamarci casa.
«La vita o si vive o si scrive»: con queste parole l’autrice ha salutato il pubblico, dopo averlo accompagnato tra i suoi frammenti di vita.
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