Teatro Valle, restituito alla città uno dei luoghi simbolo della cultura romana

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Presentati gli interventi di restauro realizzati da Roma Capitale a conclusione di un percorso di recupero e valorizzazione di uno dei luoghi più rappresentativi di Roma e della storia del teatro italiano

Roma 16 ottobre 2026 – Si alza ufficialmente il sipario sul nuovo Teatro Valle, lo storico teatro settecentesco restituito alla città dopo sedici anni al termine di un articolato e complesso intervento di restauro avviato nel marzo 2023. Nel corso della conferenza stampa di questa mattina, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e dei vertici della Fondazione Teatro di Roma, sono stati presentati nel dettaglio gli interventi di restauro e riqualificazione curati dallaSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzati in collaborazione con il Ministero della Cultura.

L’investimento complessivo ammonta a oltre 11 milioni di euro. Un intervento complesso, reso possibile dal lavoro congiunto di professionisti, tecnici, restauratori e maestranze specializzate, le cui diverse competenze hanno accompagnato tutte le fasi del recupero, contribuendo a restituire alla città un bene di straordinario valore storico, artistico e culturale.

I lavori hanno interessato l’intero complesso monumentale con un articolato programma di restauro conservativo, adeguamento strutturale e ammodernamento impiantistico, finalizzato a garantire la piena sicurezza, l’accessibilità e la funzionalità del teatro nel rispetto della sua identità storica.

Un impegno lungo e particolarmente complesso che ha coinvolto contemporaneamente nel cantiere diverse imprese, fino a 80 maestranze presenti quotidianamente negli ultimi mesi, decine di specialisti, ingegneri e architetti e tecnici, oltre a restauratori e storici dell’arte.

L’ampio processo di recupero e ammodernamento ha riguardato in primo luogo la sala, i palchi, gli scaloni e le parti monumentali progettate da Giuseppe Valadier. È stato demolito l’assito della parte più profonda del palcoscenico e si è provveduto a completare lo scavo degli ambienti interrati, in particolare nel sottopalco, nel sotto-retropalco e nel cavedio nord, destinati a ospitare i locali tecnici e ambienti adibiti a deposito.

Particolarmente rilevante è stato il restauro degli apparati decorativi, condotto sulla base di approfondite indagini storiche e stratigrafiche svolte dalla Sovrintendenza Capitolina insieme alla Soprintendenza statale e ai restauratori incaricati. I lavori hanno consentito di recuperare le decorazioni storiche dei palchi, la tela del soffitto e l’arco del boccascena, riportando alla luce elementi di grande valore artistico nascosti da interventi successivi.

Tra le scoperte più significative emerse nel corso del cantiere figura il recupero di una decorazione ottocentesca nascosta sotto ridipinture novecentesche. Nell’arco del boccascena è infatti riemersa una pregevole “Danza delle ore”, composta da putti monocromi di raffinata qualità pittorica su fondo in oro zecchino, riconducibile agli interventi ottocenteschi documentati negli elaborati storici legati a Valadier.

Accanto al recupero delle testimonianze più antiche, durante il restauro si è scelto di conservare anche una traccia della storia più recente del teatro. Sono stati infatti mantenuti i messaggi e gli slogan contro le discriminazioni realizzati lungo le scalinate durante l’occupazione del 2011 da parte di attori e lavoratori dello spettacolo, poi costituitisi nell’Associazione Fondazione Teatro Valle Bene Comune, a testimonianza dell’esperienza e dei valori che vi furono espressi.

Al recupero artistico si è affiancata una fase di ammodernamento, caratterizzata dalla realizzazione di numerose nuove opere strutturali, tra cui una struttura alleggerita sopra la volta del retropalco, nuove fondazioni per il montacarichi dal palcoscenico al sottopalco, per l’ascensore e per il corpo scale ubicati nel sotto-retropalco, oltre a tutte le strutture relative al cavedio nord. Completamente ripensati i camerini, oggetto di nuova realizzazione, con l’inserimento di scale e ascensore per gli artisti e i tecnici.

Anche il pubblico beneficerà del complessivo rinnovamento del teatro, grazie a una sala completamente ridipinta e a nuovi arredi, poltrone della platea e sedie dei palchetti.

Sono stati realizzati percorsi accessibili, ascensori e spazi di servizio in sicurezza. Sono stati rinnovati gli impianti tecnologici e adeguati i sistemi di prevenzione incendi con l’adozione della nuova tecnologia water-mist, un sistema antincendio all’avanguardia che, oltre a consentire un’ottimizzazione degli impianti necessari, richiede una ridotta quantità di acqua, risultando particolarmente idoneo per luoghi di carattere monumentale.

Un ultimo significativo intervento è consistito nella realizzazione dei nuovi impianti scenotecnici per il controllo e la gestione delle luci, dell’audio e dei segnali video a servizio della scena, completi delle centrali e dei terminali nella torre scenica e ai vari livelli dei palchi.

“È una grande emozione restituire finalmente ai romani il Teatro Valle dopo sedici anni. Non riapriamo soltanto uno dei teatri più antichi e prestigiosi d’Europa, ma restituiamo alla città un luogo straordinario di cultura, libertà e partecipazione. Abbiamo investito oltre 11 milioni di euro e affrontato un restauro di straordinaria complessità, che ha richiesto interventi delicati, soluzioni tecniche impegnative e un lavoro di grande precisione nel rispetto della storia e dell’identità di questo teatro. Voglio ringraziare la Sovrintendenza Capitolina, che ha guidato questo progetto, e in particolare le maestranze, i restauratori, i tecnici e tutte le lavoratrici e i lavoratori che, con professionalità, passione e dedizione, hanno reso possibile questo risultato. Il Valle ha attraversato tre secoli di storia, ha conosciuto grandi stagioni artistiche e momenti importanti di impegno civile. Ora torna a vivere, con una nuova missione dedicata alla drammaturgia contemporanea. Perché crediamo che la cultura sia una parte essenziale della vita democratica di Roma. Oggi si chiude una lunga attesa e si apre una nuova stagione. Bentornato, Teatro Valle”, ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

La riapertura del Teatro Valle non rappresenta soltanto il completamento di un importante intervento di tutela del patrimonio storico, ma segna la restituzione alla collettività di un luogo profondamente radicato nella memoria culturale di Roma. Per la sua storia, per il ruolo svolto nella vita artistica della città e per il valore simbolico che ha assunto nel corso dei secoli, il Valle torna a essere uno spazio di incontro, partecipazione e produzione culturale, aperto alle cittadine e ai cittadini e destinato a rafforzare il legame tra patrimonio storico e vita contemporanea della Capitale.

Con il completamento dei lavori, il Teatro Valle inaugura così una nuova stagione della propria storia, nelle mani della Fondazione Teatro di Roma, come Casa della Drammaturgia Contemporanea: un luogo di produzione, scrittura e confronto sul presente, punto di snodo tra la grande scrittura del secondo Novecento e le voci della scena odierna.

Una nuova stagione che prende ufficialmente il via con Francesco Piccolo e il suo spettacolo La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, un racconto che intende rievocare la burrascosa serata di quel lontano 1921, quando l’opera di Pirandello andò in scena per la prima volta proprio al Teatro Valle. Lo spettacolo sarà in replica fino al 18 ottobre.

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