Madrid, 24 ott. (Adnkronos) – “Il risultato di questo studio è particolarmente importante. Il microcitoma, una forma aggressiva di tumore del polmone, potrebbe beneficiare di un significativo aumento della sopravvivenza grazie a una nuova strategia terapeutica. Secondo i risultati presentati oggi al Simposio presidenziale del congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) di Madrid, il trattamento con tarlatamab in combinazione con l’immunoterapia a base di durvalumab ha portato la sopravvivenza mediana dei pazienti a 22 mesi, con un guadagno di 8 mesi. A un anno dall’inizio del trattamento, la percentuale di pazienti ancora in vita ha raggiunto l’80%”. Così all’Adnkronos Salute Marcello Tiseo, direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e professore ordinario di Oncologia medica all’Università di Parma.”È una terapia di mantenimento destinata ai pazienti che hanno già ricevuto un trattamento iniziale con chemioterapia o immunoterapia” spiega Tiseo. “In sostanza, i risultati indicano un aumento significativo della sopravvivenza rispetto a quanto ottenuto finora. In precedenza, per i pazienti con microcitoma in stadio esteso, l’aspettativa di vita era generalmente di circa 12 mesi dalla diagnosi. Con questa nuova combinazione terapeutica – ribadisce Tiseo – la sopravvivenza mediana arriva a 22 mesi. Si tratta di in grande passo in avanti per i pazienti affetti da una patologia così impegnativa; un beneficio mai visto in precedenza in questa patologia”.In Italia si registrano ogni anno circa 44 mila nuove diagnosi di tumore del polmone. “Il microcitoma rappresenta circa il 10-15% di questi casi, di cui circa il 60-70% dei pazienti presentano la malattia già in stadio esteso”, conclude.
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